Il Politecnico di Milano entra nella top 100 mondiale, mentre Pavia scala 200 posizioni in sei anni
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Redazione Interno
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Per la prima volta nella storia del Qs World University Rankings, un ateneo italiano si è guadagnato un posto tra le prime cento università al mondo. Il Politecnico di Milano, che quest’anno occupa la 98esima posizione, ha compiuto un balzo in avanti di ben 17 posizioni rispetto alla classifica precedente, superando istituzioni storiche e consolidando la sua reputazione a livello internazionale. Un risultato che, oltre a segnare un traguardo per l’ateneo milanese, riflette i progressi del sistema accademico italiano nel suo complesso.
Il merito di questo avanzamento risiede nel miglioramento registrato in tutti e sei gli indicatori valutati da QS: dalla reputazione accademica a quella presso i datori di lavoro, passando per il rapporto docenti-studenti, le citazioni per pubblicazione e la crescente internazionalizzazione del corpo docente e degli iscritti. Sebbene il Politecnico fosse già considerato un’eccellenza nel campo dell’ingegneria e del design, il suo ingresso nella top 100 globale rappresenta una svolta simbolica, dimostrando che anche l’Italia può competere con i grandi nomi dell’istruzione superiore, tradizionalmente dominati da Stati Uniti, Regno Unito e Asia.
Non è l’unica buona notizia per l’università italiana. L’ateneo di Pavia, infatti, ha scalato circa 200 posizioni in sei anni, attestandosi oggi al 423esimo posto mondiale e al 13esimo in Italia, preceduto dall’Università Cattolica e seguito dal San Raffaele di Milano. Un progresso significativo, che testimonia come il lavoro sulla ricerca e sull’innovazione stia dando frutti anche al di fuori dei grandi centri urbani.
A completare il quadro, un altro dato incoraggiante arriva dagli starting grant europei, i finanziamenti destinati ai giovani ricercatori: l’Italia ha superato Francia e Paesi Bassi, piazzandosi al terzo posto dopo Germania e Regno Unito. Un successo che sarebbe ancora più eclatante se rapportato al numero di ricercatori attivi nel Paese, segno di un’efficienza che, nonostante le difficoltà strutturali, inizia a emergere.




