Violenza sessuale a Sesto San Giovanni: pedinate e aggredite con un cacciavite due ragazze minorenni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Era una serata come tante, quella di giovedì 7 agosto, quando due ragazze di 15 e 16 anni hanno salutato i genitori ai giardinetti di Sesto San Giovanni, città operaia alle porte di Milano. «Andate, noi arriviamo fra poco», avevano detto i genitori, senza immaginare che quell’apparente normalità si sarebbe trasformata in un incubo.

L’uomo, un 40enne di nome Gabriele Picciulli, le aveva osservate già al parco. Le ha seguite passo dopo passo, lungo quel breve tratto che separava l’area verde dall’abitazione della più grande delle due. Nessuna delle ragazze lo aveva notato, almeno non subito. Per loro era poco più di un’ombra, finché non si è materializzato nell’androne del condominio, salendo con loro in ascensore.

Una volta sceso allo stesso piano, le ha minacciate con un cacciavite, costringendole a entrare in casa. Lì, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le avrebbe violentate. L’aggressore, che le vittime non avevano mai visto prima, è stato fermato poco dopo: nella sua borsa sono stati trovati alcolici e fascette, dettagli che fanno pensare a un gesto premeditato.

«Nessuna misura restrittiva potrà mai restituire serenità a queste due ragazze», ha detto Roberto di Stefano, sindaco di Sesto San Giovanni, parlando più da padre che da amministratore. La vicenda, oltre a scuotere la cittadina, riapre il dibattito sulla sicurezza dei minori in contesti urbani che, almeno in superficie, sembrano tranquilli.

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