David di Donatello, Berlinguer e Parthenope guidano le nomination
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Si accende la competizione per i David di Donatello, che quest’anno celebrano il loro settantesimo anniversario, con due opere in netto vantaggio: Parthenope di Paolo Sorrentino e Berlinguer - La grande ambizione di Andrea Segre, entrambi a quota quindici candidature. A inseguirli, con quattordici nomination ciascuno, L’arte della gioia, la serie diretta da Valeria Golino, e Vermiglio di Maura Delpero, mentre Gloria!, opera prima di Margherita Vicario, ne totalizza nove, e Familia di Francesco Costabile otto.
Tra i lungometraggi valutati – oltre centocinquanta – ventuno riceveranno il riconoscimento riservato al cinema italiano, senza dimenticare i premi per il miglior film internazionale e il miglior documentario. La cerimonia, che si terrà tra un mese, vedrà contendersi il titolo di miglior attrice protagonista Barbara Ronchi, mentre Elio Germano, Francesco Gheghi e Fabrizio Gifuni si sfideranno per quello di miglior attore.
Sorrentino, già più volte premiato, torna alla ribalta con Parthenope, storia di un’eroina dai tratti mitologici, mentre Segre racconta la figura carismatica di Enrico Berlinguer, segretario del PCI negli anni di piombo. Due narrazioni antitetiche, che riflettono altrettanti modi di intendere il cinema: da un lato il racconto intimista e visionario, dall’altro la ricostruzione storica e politica.
Non mancano le sorprese, come la forte presenza di Vermiglio, opera seconda di Delpero, e l’esordio di Vicario con Gloria!, che dimostra come il cinema italiano continui a scommettere su nuovi registi. Intanto, tra le nomination tecniche spiccano quelle per fotografia, scenografia e colonna sonora, a conferma di un’annata ricca di sperimentazioni visive e sonore.




