Parthenope sfida Berlinguer: i David tra donne e povertà
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Per la prima volta nella storia dei David di Donatello, giunti alla 70ª edizione, tre registe – Valeria Golino, Laura Luchetti e Francesca Comencini – potrebbero trionfare nella categoria Miglior regia, segnando una svolta che la presidente dell’Accademia del cinema italiano Piera Detassis ha definito "il tempo delle donne". Eppure, a dominare le nomination sono due film diretti da uomini: Berlinguer – La grande ambizione di Andrea Segre e Parthenope di Paolo Sorrentino, rispettivamente con 15 e 14 candidature. Un paradosso che riflette le contraddizioni di un’edizione celebrata per l’apertura alle donne ma ancora ancorata a narrazioni tradizionali.
L’arte della gioia, la serie Sky Original liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Goliarda Sapienza, è l’opera più nominata, presente in quasi tutte le categorie principali e tecniche. Distribuita al cinema in due parti durante l’estate e presentata in anteprima a Cannes, la produzione diretta da Valeria Golino ha conquistato la giuria, confermando la crescente influenza delle serie tv nel panorama cinematografico.
La cerimonia, in programma il 7 maggio in prima serata su Rai1 dal Teatro 5 di Cinecittà, vedrà per la prima volta alla conduzione Elena Sofia Ricci e Mika, sostituendo Carlo Conti. Tra i temi ricorrenti, quello della famiglia – affrontato con toni ora drammatici, ora lievi – e la forte presenza di giovani attori, alcuni quasi esordienti, che dimostrano una rinnovata fiducia nei nuovi talenti.
Napoli, con Parthenope, si conferma protagonista assoluta: il film di Sorrentino è candidato in quasi tutte le categorie, dalla miglior regia alla miglior attrice protagonista, Celeste Dalla Porta, passando per Silvio Orlando, in lizza come miglior attore non protagonista. Ma non mancano le critiche: le proposte, pur variegate, sembrano ignorare l’attualità e i film di maggior incasso, privilegiando un cinema d’autore che, seppur di qualità, rischia di parlare a una cerchia ristretta.




