Trump silura Noem, alla sicurezza interna arriva Mullin, ex lottatore di Mma
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Redazione Esteri
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Il primo, significativo rimpasto di governo della seconda amministrazione Trump è stato ufficializzato nella tarda serata di ieri, con un annuncio a sorpresa che ha rimosso Kristi Noem dalla guida del Dipartimento della Sicurezza Interna. La decisione, comunicata attraverso un post sulla piattaforma Truth Social, arriva dopo settimane di tensioni crescenti attorno alla figura della segretaria, reduce da audizioni al Congresso particolarmente tese durante le quali era stata messa in difficoltà tanto dall'opposizione democratica quanto da esponenti del suo stesso partito. Il presidente, nel suo messaggio, ha ringraziato Noem per il lavoro svolto, definendolo all'origine di “risultati spettacolari, specialmente al confine”, ma ha contestualmente annunciato per lei un nuovo incarico, quello di inviata speciale per “The Shield of the Americas”, un'iniziativa per la sicurezza nell'emisfero occidentale che verrà presentata ufficialmente sabato a Doral, in Florida.
Al posto di Noem, Trump ha designato il senatore repubblicano dell'Oklahoma, Markwayne Mullin, la cui nomina, ha specificato il presidente, diventerà effettiva a partire dal 31 marzo, una volta ottenuta la conferma del Senato. Mullin, che vanta un passato da lottatore professionista di arti marziali miste con un record da imbattuto, porta con sé un profilo decisamente muscolare, perfettamente in linea con la retorica securitaria della Casa Bianca. Definito da Trump un “guerriero Maga”, il senatore ha un'esperienza decennale alla Camera dei Rappresentanti, prima di approdare al Senato tre anni fa, e rappresenta una figura di spicco per la comunità nativo-americana, essendo l'unico nativo americano presente a Capitol Hill.
Le ragioni di un'avvicendamento annunciato
La fuoriuscita di Noem, una delle figure più aggressive e visibili nella crociata anti-immigrazione voluta da Trump, non è arrivata del tutto inaspettata. Negli ultimi mesi, la gestione del dipartimento da parte della segretaria era finita al centro di numerose controversie. In particolare, le operazioni di contrasto all'immigrazione illegale a Minneapolis avevano portato alla morte di due cittadini statunitensi per mano di agenti federali, episodi che avevano scatenato proteste e richieste di chiarimento. A complicare ulteriormente la sua posizione, si è aggiunta la bufera mediatica relativa a una campagna pubblicitaria da 220 milioni di dollari voluta dal DHS, nella quale Noem appariva in primo piano e che, secondo alcune fonti, non avrebbe ricevuto una chiara autorizzazione dallo stesso presidente. Trump, interpellato in merito da Reuters, ha dichiarato di non essere stato informato della spesa, alimentando le speculazioni su una frattura ormai insanabile.
Il profilo del nuovo segretario
Markwayne Mullin, 48 anni, eredita quindi un dicastero complesso e al centro dell'agenda politica dell'amministrazione. La sua nomina, se confermata, porterà alla guida del Dipartimento un uomo dal carattere notoriamente combattivo, che non ha esitato in passato a sfidare fisicamente chi lo criticava, come accadde in un'udienza al Senato quando si offrì di regolare i conti sul posto con il leader del sindacato dei Teamster. La sua storia personale, che lo vede lasciare il college a vent'anni per rilevare l'azienda di famiglia, un'impresa idraulica poi trasformata in un business di successo, viene spesso citata dai suoi sostenitori come esempio di pragmatismo e intraprendenza. Toccherà a lui, ora, gestire non solo la sicurezza dei confini e le politiche di deportazione di massa, ma anche il futuro di agenzie come la Federal Emergency Management Agency, la Fema, che Noem aveva più volte manifestato l'intenzione di voler smantellare, e per la quale la stessa Noem era stata duramente criticata per una presunta politicizzazione dei fondi per le emergenze.




