Inchiesta a Venezia: sindaco e assessore coinvolti, aziende e stipendi a rischio
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Redazione Interno
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L'indagine che ha travolto la città di Venezia ha portato alla luce una serie di irregolarità che coinvolgono figure di spicco della politica locale. Tra i principali indagati figurano il sindaco Luigi Brugnaro e l'ex assessore Renato Boraso.
L'inchiesta e le dimissioni richieste
Centinaia di persone hanno partecipato all'assemblea pubblica organizzata per chiedere le dimissioni del sindaco Brugnaro. L'evento ha visto la partecipazione di tutte e 6 le liste di minoranza, unite nel chiedere onestà e trasparenza. Oltre all'iter giudiziario, l'obiettivo è quello di gettare le basi per riscrivere una nuova Venezia.
Il caso Boraso e l'istanza al Riesame
Nel contesto dell'inchiesta per corruzione a Venezia, l'assessore comunale Renato Boraso è uno dei due soli indagati raggiunti dalla custodia cautelare. L'avvocato Umberto Pauro ha presentato un'istanza al Tribunale del Riesame sulla misura cautelare che ha portato Boraso in carcere. Ora si attendono i tempi tecnici per il deposito delle richieste del Pm al Riesame, dopodiché verrà fissata l'udienza sul caso.
Aziende sotto inchiesta e stipendi a rischio
L'inchiesta ha portato al sequestro di quattordici aziende e conti per oltre un milione e mezzo di euro. Questa situazione ha messo a rischio gli stipendi di decine di dipendenti, dato che i conti correnti di alcune aziende sono stati "congelati". Vari difensori hanno già presentato delle istanze ai pm Roberto Terzo e Federica Baccaglini perché sia specificato alle banche che a essere sotto sequestro sono solo le cifre fino all’ammontare di quanto contestato, di modo che le imprese siano in grado di operare e soprattutto di pagare gli stipendi.
La Guardia di Finanza al ministero dell’Ambiente
Nell'ambito dell'inchiesta, la Guardia di Finanza di Venezia ha bussato alla porta del ministero dell’Ambiente. Questo è avvenuto all'inizio del 2023, con il nuovo governo già insediato. Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e l’ex assessore Renato Boraso sono tra le 32 persone indagate.




