Finalmente Sinner, a Roma un rientro da numero uno
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Redazione Sport
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Folle in movimento come sul set di un kolossal, cori da curva Sud. Mancano solo le adolescenti in lacrime che si strappano i capelli, e sembrerebbe di essere a un concerto dei Beatles. Invece siamo al Foro Italico, e l’one man band è lui, Jannik Sinner, che stasera alle 19 debutta agli Internazionali contro l’argentino Mariano Navone, numero 99 del mondo, vittima (apparentemente) sacrificale di un ritorno che ha il sapore di una riappropriazione.
Quella di Sinner non è una semplice riapparizione: è il ritorno di chi, nonostante i tre mesi di squalifica per il caso Clostebol, non ha mai smesso di essere il punto di riferimento del tennis mondiale. L’ultima immagine che lo ritraeva in campo era quella della finale degli Australian Open, con le braccia al cielo dopo il rovescio incrociato che aveva piegato Alexander Zverev. Adesso, dopo 104 giorni, le lancette dell’orologio ripartono dal Campo Centrale di Roma, dove l’altoatesino affronterà un avversario teoricamente alla sua portata, ma con un’incognita legata alla condizione fisica.
Jack Draper, tennista inglese reduce dalla vittoria su Luciano Darderi, ha raccontato di averlo incrociato agli allenamenti di Montecarlo. "Era molto rilassato", ha detto, "ma il primo giorno ero avanti rispetto a lui, specialmente nella partitella. Però quelli erano i primi punti che giocava da quando era tornato". Un dettaglio che lascia intendere come Sinner, pur essendo ancora il numero uno del ranking, debba riabituarsi al ritmo del match.
Navone, arrivato al secondo turno eliminando Federico Cinà in due set (6-3, 6-3), rappresenta un banco di prova utile per testare la forma dell’azzurro. Se da un lato il divario di classifica sembra garantire un esito scontato, dall’altro pesa l’assenza di agonismo prolungato, che potrebbe rendere il rientro più complicato del previsto.




