Zelensky sigla a Parigi un patto decennale per la difesa ucraina
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il presidente francese Emmanuel Macron, dopo un percorso di addestramento dei piloti e la consegna dei primi Mirage 2000-5, ha consolidato un’intesa di portata storica con l’Ucraina, la quale, stringendo un accordo di cooperazione nel settore della Difesa della durata di dieci anni, si assicura un supporto militare di lungo periodo. La firma del documento, avvenuta lunedì 17 presso la base di Villacoublay, a ovest di Parigi, alla presenza di Macron e del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sancisce un impegno che va ben oltre le forniture immediate, proiettandosi strategicamente nel futuro del conflitto. L’accordo, che rappresenta il più ampio mai concluso dall’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa, prevede infatti una maxi-fornitura di fino a cento caccia multiruolo Dassault Rafale, dei loro armamenti, dei ricambi e di un numero non specificato di sistemi di difesa aerea Samp/T, costruiti dal consorzio europeo Mbda, oltre a radar e tecnologie per la gestione dei droni.
Un accordo dagli ingenti volumi economici
La portata dell’intesa, che si estende anche alla cooperazione tecnologica e industriale, ha immediate e significative ripercussioni sul piano economico, considerando che il versatile caccia Rafale ha un costo unitario, ai prezzi correnti, di circa centododici milioni di euro. Questo patto bilaterale, che si inserisce in un più ampio quadro di sostegno internazionale a Kiev, non fa che rafforzare la posizione della Francia, già secondo esportatore mondiale di armamenti dopo gli Stati Uniti, nel mercato globale della difesa. L’industria bellica transalpina, con in testa la Dassault Aviation, vede così confermata la propria centralità in uno scenario geopolitico instabile, dove la domanda di sistemi d’arma avanzati rimane costantemente elevata.
La tappa spagnola e la collaborazione tecnologica
Prima della firma a Parigi, il tour diplomatico di Zelensky lo aveva condotto in Spagna, dove ha visitato la sede madrilena del gruppo Indra, azienda leader a livello mondiale nei settori della tecnologia avanzata, aerospaziale e della difesa. In quell’occasione, il presidente ucraino e il vertice dell’azienda hanno discusso l’ampliamento della loro collaborazione, concentrandosi in particolare su radar avanzati, difesa aerea e sistemi per la neutralizzazione dei droni. Questi incontri, che si svolgono parallelamente ai negoziati intergovernativi, evidenziano come il sostegno a Kiev si stia evolvendo da un mero trasferimento di armamenti verso una più solida e strutturata partnership industriale, capace di rispondere alle esigenze specifiche del campo di battaglia moderno.
Un consolidamento degli aiuti militari
Il ritorno di Zelensky dal suo giro europeo, che ha toccato anche la Grecia, si è dunque concretizzato in un bottino di notevole consistenza, comprendente, oltre ai caccia e ai sistemi d’arma menzionati, ulteriori missili e fondi destinati al settore energetico. Questi sviluppi, mentre da un lato potenziano le capacità difensive ucraine sul lungo termine, dall’altro sottolineano la volontà di diverse nazioni europee di tracciare un percorso di sostegno chiaro e duraturo, andando oltre la logica delle forniture occasionali e emergenziali. La firma dell’accordo decennale con la Francia rappresenta, in questo senso, un punto di svolta significativo, che delinea un impegno non più legato esclusivamente all’urgenza del momento ma proiettato verso un futuro il cui esito è ancora tutto da scrivere.




