Ue, von der Leyen: «Niente sull'Ucraina senza l'Ucraina»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo al Parlamento europeo di Strasburgo, ha ribadito con forza un principio cardine della posizione comunitaria di fronte al conflitto, dichiarando che "un principio è stato accettato: niente sull'Ucraina senza l'Ucraina", a cui ha aggiunto, ampliando la prospettiva, "niente sull'Europa senza l'Europa". Nel corso del dibattito sul piano di pace articolato in diciannove punti proposto dal presidente degli Stati Uniti Trump a Zelensky, von der Leyen ha sottolineato come, nonostante la necessità di molti più sforzi, il lavoro svolto negli ultimi giorni a Ginevra da Ucraina, Stati Uniti e europei abbia fornito un punto di partenza concreto. Ha quindi espresso apprezzamento per gli sforzi diplomatici di Trump, riconoscendo in essi un elemento positivo all'interno di un quadro complessivo che rimane, tuttavia, di grande tensione.

L'impegno per una pace giusta e la valutazione sulla Russia

Von der Leyen ha delineato i contorni di ciò che l'Unione Europea considera un esito accettabile del confronto bellico, insistendo sulla necessità di un accordo che garantisca "una pace giusta e duratura" e, al contempo, "una vera sicurezza per l'Ucraina e l'Europa". Ha messo in guardia da qualsiasi soluzione che imponga limitazioni alle forze armate ucraine, poiché una simile condizione, come ha affermato, "lascierebbe il Paese vulnerabile a futuri attacchi", minando alla base la stabilità futura. La presidente ha poi colto l'occasione per lanciare un messaggio di unità atlantica, evidenziando l'importanza strategica di un'Europa forte, di una NATO altrettanto solida e di un rinvigorito partenariato transatlantico, elementi che considera fondamentali per la sicurezza collettiva.

La continuità della deterrenza e il sostegno incondizionato

Pur sostenendo gli sforzi diplomatici in corso, von der Leyen non ha fatto sconti nella sua analisi della controparte, affermando senza mezzi termini che non vi è "nessun segno da parte della Russia di una reale volontà di pace". La sua valutazione è stata ancor più netta quando ha paragonato l'attuale mentalità russa a quella dell'epoca di Yalta, suggerendo una pericolosa continuità negli approcci geopolitici. Per questo motivo, ha ribadito la necessità di "continuare a esercitare pressioni sulla Russia", un impegno che definisce un dovere preciso delle istituzioni europee, le quali, ha assicurato, non verranno meno al loro compito.

La sicurezza ucraina come interesse europeo

Il discorso della presidente ha infine chiarito in modo inequivocabile la posizione di Bruxelles per le prossime fasi. "L'Europa starà al fianco dell'Ucraina e la sosterrà in ogni fase del percorso", ha dichiarato, promettendo un sostegno senza esitazioni finché non sarà raggiunto l'obiettivo di una pace sostenibile. Questo impegno, ha spiegato, non è dettato solo da solidarietà ma da un calcolo strategico ben preciso, poiché "la sicurezza dell'Ucraina è la sicurezza dell'Europa". Si tratta, nelle sue parole, di una questione che riguarda "tanto la deterrenza quanto la sicurezza dell'Europa" nel suo insieme, un nesso indissolubile che guida l'azione esterna dell'Unione.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.