Ucraina, von der Leyen: «Niente sull'Ucraina senza l'Ucraina»
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Redazione Esteri
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La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo al Parlamento europeo, ha tracciato una linea netta riguardo al conflitto in Ucraina, affermando con decisione che un principio è stato ormai accettato: "Niente sull'Ucraina senza l'Ucraina. Niente sull'Europa senza l'Europa". Questo monito, che riecheggia lezioni storiche ben note, si pone come un pilastro irrinunciabile in ogni negoziato futuro, sottolineando come la legittimazione di confini modificati con la forza aprirebbe pericolosamente la porta a nuovi conflitti, un rischio che l'Europa non sembra intenzionata a correre. Nonostante gli sforzi diplomatici degli ultimi giorni, che hanno visto un lavoro congiunto a Ginevra tra Ucraina, Stati Uniti ed europei, da Mosca non giungerebbe, secondo quanto dichiarato, alcun segnale concreto di una reale volontà di pace, lasciando intendere che la mentalità russa, da Yalta in poi, non abbia subito sostanziali mutamenti.
Il doppio binario della pressione e del dialogo
Von der Leyen ha delineato una strategia che procede su un doppio binario, da un lato ribadendo la necessità di continuare a esercitare pressioni sulla Russia, e dall'altro riconoscendo il dovere di impegnarsi in ogni sforzo possibile che possa condurre a quella che ha definito, in più occasioni, "una pace giusta e duratura". Un accordo di questo tipo, ha precisato, deve garantire una sicurezza autentica per l'Ucraina e per l'Europa nel suo complesso, scartando qualsiasi ipotesi che preveda limitazioni per le forze armate ucraine, le quali, se applicate, lascerebbero il paese in una condizione di vulnerabilità, esposto a potenziali aggressioni future. La sicurezza di Kiev, ha aggiunto con una chiara visione strategica, è inscindibilmente legata a quella del continente, trattandosi di un principio di deterrenza fondamentale tanto quanto di una questione di stabilità collettiva.
Il punto di partenza e gli sforzi americani
Pur nella consapevolezza che saranno necessari molti più sforzi, la presidente della Commissione ha riconosciuto che il lavoro diplomatico svolto ha fornito almeno un punto di partenza, un fondamento sul quale costruire prossime mosse. In questo contesto, von der Leyen ha espresso apprezzamento per gli sforzi del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale, dal canto suo, ha parlato di concessioni da parte dei russi, pur senza fissare alcuna scadenza precisa per un accordo che possa porre fine alle ostilità. Le sue parole hanno sottolineato come una pace duratura rappresenti un obiettivo condiviso, capace di fermare le uccisioni e di evitare al tempo stesso di creare un precedente pericoloso per l'ordine internazionale, garantendo i diritti sovrani di Kiev sul lungo periodo.
Il contesto operativo e le prospettive
Mentre i colloqui diplomatici proseguono, la situazione sul terreno rimane tesa, come dimostrano i recenti raid notturni che hanno colpito diverse aree, causando un alto numero di feriti e ricordando come la guerra, nonostante i tentativi di mediazione, continui a mietere vittime e a distruurre infrastrutture. L'invito di von der Leyen a sostenere tutti gli sforzi in favore dell'Ucraina si colloca in uno scenario complesso, dove la ricerca di una soluzione politica deve fare i conti con una realtà bellica che impone la sua crudele attualità, rendendo ogni passaggio negoziale delicato e carico di implicazioni per il futuro assetto geopolitico dell'intera regione.




