Todde decaduta, Sardegna in subbuglio
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Redazione Interno
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Un terremoto politico scuote la Regione Sardegna all'inizio del 2025. Alessandra Todde, eletta presidente della Regione nel febbraio scorso con il campo largo di centrosinistra a trazione Pd-5 Stelle, rischia la decadenza a meno di un anno dall'insediamento. La Corte d'appello di Cagliari, attraverso il Collegio regionale di garanzia elettorale, ha dichiarato decaduta la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, decisione che comporterebbe anche la perdita della carica di presidente della Regione.
Il provvedimento, anticipato ieri sera dal quotidiano regionale L'Unione Sarda, è stato emesso dopo mesi di indagini sulle comunicazioni relative alle spese elettorali della Todde. La presidente, che ha già espresso la sua intenzione di impugnare l'atto nelle sedi opportune, si è detta serena e fiduciosa nel lavoro della magistratura. Tuttavia, l'opposizione non è rimasta a guardare: Fausto Piga, vicecapogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale, ha dichiarato che, se la Todde ha effettivamente barato con le spese elettorali, è giusto tornare al voto, sottolineando l'importanza del rispetto delle regole.
Alessandra Todde, classe 1969, ha una lunga carriera politica e professionale alle spalle. Laureata in Informatica e Ingegneria informatica presso l'Università di Pisa, ha lavorato all'estero per diversi anni, tra Europa e Stati Uniti. Tra il 2021 e il 2022 è stata viceministro dell'Economia nel governo di Mario Draghi. La sua elezione a presidente della Regione Sardegna, avvenuta nel marzo 2024, ha rappresentato un momento storico, essendo la prima donna a ricoprire tale carica.
La vicenda ha suscitato un acceso dibattito politico, con l'opposizione che chiede nuove elezioni e la maggioranza che difende la presidente decaduta. La Todde, dal canto suo, ha ribadito la sua fiducia nella giustizia e la volontà di dimostrare la propria verità dei fatti.




