Corea del Nord, Kim Jong Un supervisiona un nuovo test missilistico
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Redazione Esteri
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La Corea del Nord ha dichiarato di aver testato un nuovo sistema di lancio missilistico multiuso leggero e un sistema d’arma missilistico tattico multiplo durante una serie di prove supervisionate da Kim Jong Un. L’annuncio è arrivato attraverso l’agenzia statale Kcna, dopo che le forze armate sudcoreane avevano già segnalato il lancio di missili balistici verso il Mar Giallo. Secondo quanto riferito dallo Stato Maggiore congiunto di Seul, il test sarebbe stato effettuato dalla zona di Jongju, nella provincia di Pyongan Settentrionale, nel nord-ovest del Paese. Almeno uno dei missili avrebbe percorso circa 80 chilometri prima di cadere in mare.
Il nuovo episodio si inserisce in una fase di tensione costante attorno al 38esimo parallelo, dove i lanci nordcoreani continuano a rappresentare uno dei principali elementi di instabilità regionale. Quello registrato nelle ultime ore è l’ottavo test dall’inizio del 2026, ma arriva dopo una pausa di 37 giorni senza attività rilevanti da parte dell’artiglieria pesante di Pyongyang. Un intervallo considerato lungo rispetto alla frequenza con cui il leader nordcoreano ha mostrato negli ultimi anni le capacità militari del Paese attraverso esercitazioni e dimostrazioni missilistiche.
Il nuovo lancio verso il Mar Giallo
Le forze armate sudcoreane, citate dall’agenzia Yonhap, hanno confermato di stare analizzando i dettagli del lancio e le caratteristiche dei vettori utilizzati. Seul ha parlato di missili balistici a corto raggio e di altri proiettili non ancora identificati con precisione. Il test sarebbe partito dalla provincia di Pyongan Settentrionale, un’area già utilizzata in passato per attività militari legate ai programmi missilistici nordcoreani. L’attenzione resta concentrata soprattutto sul nuovo sistema di lancio multiuso descritto da Kcna, che Pyongyang presenta come parte dell’evoluzione delle proprie capacità tattiche.
Il ritorno ai lanci dopo oltre un mese di relativa inattività ha immediatamente riacceso il monitoraggio da parte della Corea del Sud. Lo Stato Maggiore congiunto sudcoreano ha dichiarato di stare raccogliendo informazioni per chiarire dinamica e portata del test, mentre il governo di Seul continua a seguire con attenzione gli sviluppi militari lungo la penisola coreana. Il Mar Giallo, verso cui sarebbero stati diretti i missili, rappresenta una delle aree più sensibili per la sicurezza regionale, anche per la vicinanza con le rotte e le zone di controllo militare tra i due Paesi.
Le tensioni tra Pyongyang e Seul
Il nuovo test missilistico arriva mentre la Corea del Sud continua a rafforzare i propri programmi di difesa. Seul ha infatti annunciato l’intenzione di presentare sottomarini nucleari entro la metà degli anni Trenta, in un contesto segnato da continui confronti militari e diplomatici con Pyongyang. L’ultima attività nordcoreana si aggiunge a una lunga serie di lanci e dimostrazioni di forza che negli ultimi mesi hanno mantenuto alta la tensione nella regione.
La Corea del Nord, attraverso i media statali, ha posto l’accento sulla natura del nuovo sistema missilistico e sul coinvolgimento diretto di Kim Jong Un nella supervisione dei test. La presenza del leader nordcoreano durante le esercitazioni viene regolarmente evidenziata dalla propaganda ufficiale, soprattutto nei momenti in cui il Paese vuole mostrare l’avanzamento delle proprie capacità militari. Anche questa volta il test è stato presentato come un passaggio significativo nello sviluppo degli armamenti tattici nordcoreani, mentre Seul e le forze armate sudcoreane continuano a monitorare ogni dettaglio del lancio avvenuto verso il Mar Giallo.




