Corea del Nord, Kim Jong-un supervisiona il test di un missile da crociera a lungo raggio

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Corea del Nord ha condotto, sotto la diretta supervisione del leader Kim Jong-un, una prova di lancio per un nuovo missile da crociera a lungo raggio, capace di trasportare una testata nucleare. L'esercitazione, svoltasi sul Mar Giallo, è stata riferita dall'agenzia di stampa di Stato Kcna, la quale ha diffuso le immagini di Kim Jong-un mentre osservava il collaudo, un gesto che, come di consueto, intende sottolinearne il controllo assoluto sul programma militare. L'evento, che segue una lunga serie di test analoghi portati avanti negli ultimi mesi, rientra in una campagna di potenziamento degli arsenali che Pyongyang definisce ineludibile per la propria sicurezza nazionale, sebbene le risoluzioni dell'Onu ne vietino espressamente lo sviluppo.

La retorica dell'"espansione illimitata"

Secondo quanto riportato dai media ufficiali, Kim Jong-un avrebbe sollecitato, in occasione della prova, uno sviluppo "illimitato e sostenibile" delle forze di combattimento nucleari del paese. Una dichiarazione che, al di là della sua formulazione, conferma la linea intransigente adottata dalla dirigenza nordcoreana, la quale ha reso il potenziamento qualitativo e quantitativo del proprio deterrente una priorità strategica non negoziabile. L'aggettivo "sostenibile", in particolare, sembra alludere a un impegno di lungo periodo, strutturale e non condizionato dalle contingenze diplomatiche, finalizzato a dotare l'esercito di sistemi sempre più avanzati e difficili da intercettare.

Il contesto regionale e l'ombra del conflitto ucraino

L'ultima dimostrazione di forza giunge in un momento di particolare tensione nello scacchiere asiatico, ma anche mentre si intensificano i legami militari con la Russia di Vladimir Putin, alleata in una crescente contrapposizione frontale con l'Occidente. Non è un caso che, poche settimane fa, lo stesso Kim Jong-un avesse inviato al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e a Putin un messaggio per il Capodanno nel quale evocava, con un linguaggio marziale, una "condivisione di sangue, vita e morte nella stessa trincea". Un'immagine, quella della trincea comune, che trascende la metafora e sembra riflettere una cooperazione fattiva, come lascerebbero intendere i ripetuti avvistamenti di container nordcoreani diretti verso i porti russi, i quali, secondo le intelligence occidentali, trasporterebbero munizioni d'artiglieria destinate al fronte ucraino.

Le implicazioni di una cooperazione militare consolidata

Questa sinergia, del resto, non appare univoca ma reciprocamente vantaggiosa: se Pyongyang ottiene un sostegno politico cruciale e possibili trasferimenti tecnologici in settori sensibili, Mosca attinge a una riserva di armamenti convenzionali di cui ha disperato bisogno. La propaganda nordcoreana, d'altro canto, mostra da mesi Kim Jong-un ispezionare fabbriche di munizioni e impartire direttive per potenziare le linee di produzione, in uno sforzo industriale che va ben oltre le esigenze di difesa nazionale. L'addestramento delle forze missilistiche e d'artiglieria viene pubblicamente orientato verso "esigenze prospettiche", una formula vaga che potrebbe celare l'adattamento a scenari di conflitto estesi e di alta intensità, simili a quello che si consuma in Ucraina. Il test del missile da crociera a lungo raggio, pertanto, non si iscrive soltanto nella cronaca di un isolato atto di provocazione, ma si staglia sullo sfondo di un riallineamento geopolitico più ampio, dove le tecnologie belliche diventano moneta di scambio e strumento di pressione.

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