Operazione 'Alto Impatto' a Rogoredo: due arresti e 19 denunce nel blitz antidroga
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Redazione Interno
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Un dispiegamento imponente di forze dell'ordine ha interessato ieri pomeriggio la zona di Rogoredo, un'operazione di "Alto Impatto" decisa dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, la quale ha concentrato la propria attenzione su quel quadrante periferico, noto per essere un crocevia di criticità. L'azione, che si è sviluppata a tutto campo, ha preso di mira non soltanto l'area boschiva adiacente, da tempo al centro di dinamiche di degrado, ma anche la stazione ferroviaria e la fermata della metropolitana, estendendosi poi a quelle parti di territorio che ricadono sotto la giurisdizione del comune di San Donato Milanese. L'obiettivo dichiarato, come emerso dalle direttive prefettizie, era duplice: da un lato contrastare con fermezza il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, che lì trova un suo humus particolare, e dall'altro restituire una rinnovata percezione di sicurezza a chi, quei luoghi, li vive e li attraversa quotidianamente.
I numeri del servizio straordinario
Il bilancio dell'operazione, reso noto ieri mattina attraverso i canali istituzionali, delinea una giornata di attività intensa e meticolosa. Sono state complessivamente 681 le persone sottoposte a controllo dagli agenti, un numero che da solo illustra l'ampiezza del dispositivo messo in campo. Di queste, otto sono state accompagnate in Questura per gli accertamenti del caso, mentre ben diciannove hanno ricevuto una denuncia penale, principalmente per reati connessi allo spaccio di droga, a cui se ne aggiungono altri di minore entità. La vastità dei controlli, che non ha trascurato né le arterie di transito né i punti di ritrovo più sospetti, ha permesso di intervenire su una realtà complessa, dove il confine tra il comune di Milano e quello di San Donato Milanese diventa, purtroppo, spesso labile per certe attività illecite.
Gli arresti per la rapina ai danni di una coppia
Oltre all'attività di contrasto al narcotraffico, l'operazione ha prodotto un risultato significativo anche sul fronte della criminalità predatoria. Nel corso dei pattugliamenti, infatti, le forze dell'ordine hanno tratto in arresto due individui, ritenuti responsabili di una rapina ai danni di una coppia di origine peruviana. I due, secondo quanto accertato, avevano sottratto ai malcapitati i cellulari e i portafogli, un episodio che, sebbine non direttamente legato al giro della droga, contribuisce a creare quel clima di insicurezza e di illegalità diffusa che l'intervento straordinario intendeva appunto scalfire. L'episodio, per come si è consumato, conferma la necessità di una presenza costante e visibile in un'area dove diversi reati sembrano trovare un terreno fertile.
La chiusura di un'attività commerciale
Un ulteriore tassello dell'azione repressiva ha riguardato la chiusura di un'esercizio commerciale, la cui attività è stata sospesa in via cautelare. Sebbene i dettagli specifici sulla natura del locale e sulle violazioni accertate non siano stati divulgati in estremo dettaglio, la misura si inquadra in quella strategia di "Alto Impatto" che mira a recidere i punti di appoggio, persino quelli formali, utilizzati dalle economie illegali. È noto, del resto, come certi esercizi possano talvolta fungere da copertura o da base logistica per traffici illeciti, e la loro chiusura rappresenta un colpo significativo alle infrastrutture della microcriminalità, privandola di quei luoghi fisici che ne facilitano le operazioni.




