Emanuela Fanelli porta "Peccato" al Lido: il mockumentary che riscrive il suo futuro
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Emanuela Fanelli ha scelto di presentarsi alla 83esima Mostra del Cinema di Venezia nei panni di una versione di sé stessa che non esiste ancora. Capello biondo corto, occhiali importanti, tailleur grigio e qualche ruga di troppo sul volto: è così che l'attrice romana è sbarcata al Lido per presentare "Peccato", l'unica serie televisiva in anteprima alla kermesse veneziana, in arrivo su HBO Max dal 2 ottobre.
Un ingresso in scena che è già parte del racconto, perché Fanelli interpreta sé stessa a 63 anni, nel 2049, reclusa in un paesino della Valle d'Aosta dopo uno scandalo che l'ha travolta e l'ha spinta a scegliere l'oblio. «Avete visto che tracollo? Sono una bella signora», ha scherzato con i fotografi che l'attendevano all'imbarcadero.
Un finto documentario sul fallimento
Scritta dalla stessa Fanelli insieme al regista Valerio Vestoso e a Giulio Somazzi, "Peccato" è un mockumentary in sei episodi da circa mezz'ora ciascuno, costruito come un "what if" ironico sulla carriera e sulla vita dell'attrice. Nel futuro immaginato dalla serie, Fanelli ha vinto due David di Donatello, ha condotto "Striscia la Notizia", ha partecipato a "C'è ancora domani" di Paola Cortellesi e poi, nel 2036, è finita nei guai con la giustizia. Da quel momento il suo nome è caduto nell'oblio, cancellato dalla memoria collettiva.
Un giornalista interpretato da Malcom Pagani viene incaricato controvoglia di girare un reportage su di lei, e attraverso una serie di interviste a volti noti dello spettacolo italiano ricostruisce a ritroso l'ascesa e la caduta di quella che la serie definisce una "meteora".
Una parata di star invecchiate per finta
Il meccanismo comico funziona grazie alla disponibilità di decine di protagonisti del cinema, della televisione e del giornalismo italiano che si sono prestati a interpretare versioni surreali e invecchiate di sé stessi. Da Sabrina Ferilli a Ferzan Ozpetek, da Alessandro Borghi a Valerio Mastandrea, da Paola Cortellesi — che nella finzione del 2049 è diventata Presidente della Repubblica — a Tullio Solenghi, Geppi Cucciari, Fabio Fazio, Francesca Archibugi, Paolo Virzì, Piera Detassis, Giovanni Floris e Gigi Marzullo.
«La difficoltà è stata spiegare loro le linee di racconto in cui chiedevo di interpretare sé stessi attraverso una lente spesso surreale», ha raccontato Fanelli.
Tra risate e tenerezza
Dietro la superficie comica, la serie lascia affiorare una vena malinconica. La Fanelli del 2049 è un personaggio mitomane, egocentrico e presuntuoso, ma proprio per questo umano. «Credo sia comprensibile per tutti che ci si possa ritrovare a pensare di se stessi: ma è proprio questa la vita che speravo?», ha spiegato l'attrice. «Amo il fallimento, le pecche, i miserabili. Gli eroi che non sbagliano mai non sono reali, non sono umani e non mi suscitano nessun sentimento».
La serie è prodotta da Mattia Guerra per Be Water Film, con la partecipazione di HBO Max e in collaborazione con Rai Cinema, e ha ricevuto il sostegno della Fondazione Film Commission Vallée d'Aoste.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
