Ragazza di 15 anni precipita dallo “Shuttle” al luna park di Castelfranco: indagini sulla cintura di sicurezza
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Redazione Interno
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Il clima di attesa per la sfilata dei carri, che avrebbe dovuto tingere di colori e allegria piazza Giorgione, si è trasformato in un attimo in qualcosa di completamente diverso, quando le grida di giubilo, quelle tipiche dell’adrenalina che sale mentre un braccio meccanico solleva i seggiolini nel vuoto, hanno lasciato il posto a un silenzio innaturale, rotto solo da richieste di aiuto e dal pianto. Una ragazza di quindici anni, quella sera di lunedì, stava vivendo la festa come tanti altri coetanei, tra una giostra e l’altra del luna park allestito per il Carnevale, quando la sua attenzione – e la sua voglia di divertirsi – si è posata sull’attrazione chiamata “Shuttle”, un classico delle fiere che, con le sue braccia rotanti e i sedili che si inclinano, promette un mix di velocità e capogiro. Poco prima delle venti, mentre il mezzo meccanico stava probabilmente eseguendo una delle sue manovre, forse in fase di decelerazione, qualcosa è andato storto. La giovane, secondo una prima e sconvolgente ricostruzione offerta da alcuni testimoni oculari, sarebbe precipitata nel vuoto da un’altezza che oscillerebbe, a seconda delle prime stime, tra i tre e i quattro metri, andando a impattare con violenza sulla pedana sottostante.
A raccontare quei secondi di puro terrore sono stati in molti, e le loro voci, seppur comprensibilmente frammentate dallo choc, convergono su un dettaglio tecnico che ora è al centro di tutti gli accertamenti: la cintura di sicurezza. «Si è sganciata la cintura, quella che dovrebbe tenere bloccato il sedile», hanno riferito alcuni presenti, descrivendo la scena di cui sono stati testimoni. La dinamica, ancora al vaglio degli inquirenti, vedrebbe la ragazza letteralmente sbalzata via dal suo seggiolino proprio mentre la giostra stava rallentando la sua corsa, un volo di alcuni metri che l’ha fatta finire a pancia in giù sulla struttura, sotto gli occhi attoniti degli amici e delle altre persone in coda. L’intervento dei soccorsi è stato immediato: i gestori stessi dell’attrazione, così come alcuni dei presenti, si sono precipitati a prestare le prime cure, in attesa dell’arrivo dei sanitari del Suem che l’hanno stabilizzata e trasportata d’urgenza al vicino ospedale San Giacomo.
La Procura apre un fascicolo e la giostra finisce sotto sequestro
L’eco dell’incidente ha subito varcato i confini della piazza, richiamando sul posto, oltre ai sanitari, anche gli agenti della polizia locale per i primi rilievi e la vicesindaca Marica Galante. La priorità, com’è ovvio che sia in queste circostanze, è stata duplice: da un lato garantire la massima assistenza alla quindicenne, che ha riportato un trauma cranico e diverse ferite agli arti inferiori – fortunatamente non in pericolo di vita, come hanno chiarito i medici – e dall’altro avviare immediatamente tutte le procedure per capire l’esatta dinamica dei fatti. La giostra, inevitabilmente, è stata chiusa e posta sotto sequestro, un atto dovuto per permettere ai tecnici di svolgere accertamenti approfonditi senza che nulla venisse manomesso. Nelle ore successive, la Procura della Repubblica ha formalmente aperto un’inchiesta per fare piena luce sull’accaduto, un fascicolo che si concentrerà proprio sul sistema di sicurezza del seggiolino.
I nodi da sciogliere, per gli investigatori e per i tecnici dello Spisal che hanno esaminato l’attrazione, sono molti e tutti di natura strettamente tecnica. Da un lato, c’è la necessità di verificare il funzionamento del maniglione e della cintura, i due dispositivi che avrebbero dovuto trattenere la ragazza. I primi controlli amministrativi, quelli svolti prima dell’apertura del luna park per la manifestazione carnevalesca, non avevano evidenziato anomalie: la documentazione era in regola e i collaudi, apparentemente, risultavano a posto. Eppure, qualcosa ha ceduto. L’ipotesi che la cintura si fosse semplicemente slacciata per un movimento involontario della stessa ragazza è certamente sul tavolo, ma lo è anche quella contraria, e cioè che vi sia stato un guasto meccanico, un difetto nel sistema di ritenuta che avrebbe dovuto impedire una tragedia del genere.
La testimonianza choc e l’attesa per le dimissioni
«È caduta a pancia in giù sulla pedana, dalla botta pensavo fosse morta». Questa frase, rilasciata da una donna che si trovava a pochi passi dallo “Shuttle” in quei momenti, restituisce con efficacia la drammaticità di quanto accaduto. Le urla di paura e dolore hanno sostituito quelle di divertimento, e molti dei presenti, specialmente genitori con bambini piccoli, hanno vissuto attimi di autentico sgomento. La ragazza, dopo essere stata soccorsa, ha trascorso la notte in ospedale sotto osservazione, e le sue condizioni, sebbene serie per i traumi riportati, non hanno mai destato particolare preoccupazione per la prognosi vitale. Anzi, secondo le ultime informazioni, il miglioramento è stato costante e si prevedeva, già nelle ore immediatamente successive al ricovero, una sua possibile dimissione, che le avrebbe permesso di tornare a casa e di raccontare agli inquirenti la sua versione dei fatti.
Sarà fondamentale, per la ricostruzione, sentire la versione della quindicenne non appena sarà in grado di fornire elementi utili. Le indagini, coordinate dalla polizia locale e ora seguite dalla Procura, dovranno chiarire un punto cruciale: cosa abbia causato lo sganciamento. Si è trattato di un errore umano, magari di una cintura non perfettamente allacciata? Oppure è stato un problema tecnico, un cedimento strutturale che potrebbe gettare ombre sulla manutenzione o sulla stessa sicurezza del modello di giostra? I testimoni, già identificati sul posto, verranno ascoltati nuovamente per cercare di aggiungere particolari a quanto già raccontato a caldo. Nel frattempo, il luna park in piazza Giorgione ha proseguito la sua attività, ma lo “Shuttle” rimane lì, immobile e avvolto dai nastri bianchi e rossi del sequestro, un monito silenzioso in mezzo al frastuono delle altre attrazioni, in attesa che la scienza e la tecnica forniscano le risposte che tutti si attendono.




