Israele brucia ancora, Netanyahu annuncia 18 arresti per sospetti incendi dolosi
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Redazione Esteri
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Le fiamme che da giorni divorano le colline intorno a Gerusalemme, costringendo migliaia di persone a fuggire, non danno tregua. Nonostante l’imponente dispiegamento di forze – quasi 1.500 vigili del fuoco, 167 camion, 38 fuoristrada e 12 aerei – e l’arrivo di aiuti internazionali, tra cui due Canadair italiani, la situazione resta critica. Il premier Benjamin Netanyahu ha fatto sapere che 18 persone sono state arrestate con l’accusa di incendio doloso, dopo l’invito di Hamas a «bruciare tutto», ma i pompieri israeliani mantengono cautela: «Le cause dei roghi sono ancora sconosciute».
L’esercito è stato mobilitato in supporto alle operazioni, mentre aerei antincendio provenienti da sei Paesi europei – Ucraina, Spagna, Francia, Romania, Croazia e Italia – hanno raggiunto la base aerea di Hatzor. Dopo oltre 24 ore di lavoro incessante, i vigili del fuoco hanno dichiarato che l’incendio principale è «sotto controllo», ma il vento potrebbe riaccendere le fiamme. «Restano alcuni focolai attivi», hanno avvertito, sottolineando che le squadre rimarranno dispiegate nelle zone colpite.




