Papa Leone XIV riceve Zelensky a Castel Gandolfo: il Vaticano si offre per i negoziati di pace
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Redazione Interno
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Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina, è stato ricevuto questa mattina da Papa Leone XIV nella residenza pontificia di Castel Gandolfo, in un colloquio privato durato circa mezz’ora. L’incontro, che ha avuto luogo mentre il pontefice – di origine americana – si trova nella residenza estiva per un breve periodo di riposo, è stato incentrato sulla guerra in corso e sulla necessità di trovare una soluzione diplomatica. Zelensky, indossando la sua caratteristica mimetica nera, simbolo di un conflitto che non accenna a placarsi, ha ribadito l’urgenza di porre fine alle ostilità, affidando al Vaticano un ruolo chiave nel facilitare il dialogo.
«Vogliamo che questa guerra finisca e naturalmente contiamo molto sul Vaticano», ha dichiarato il presidente ucraino ai giornalisti all’uscita dall’udienza. Da parte sua, Leone XIV ha espresso la piena disponibilità della Santa Sede ad accogliere i rappresentanti di Russia e Ucraina per avviare negoziati diretti, con l’obiettivo non solo di un cessate il fuoco immediato, ma di una pace duratura. Un’offerta che riprende quella già avanzata in passato da Papa Francesco, confermando la linea della diplomazia vaticana, da sempre orientata alla mediazione e alla riconciliazione.
Il pontefice ha sottolineato l’importanza di «percorsi di pace giusti e duraturi», insistendo sulla preghiera e sulla vicinanza spirituale al popolo ucraino, oltre che sugli sforzi per la liberazione dei prigionieri. Non è la prima volta che il Vaticano si propone come sede neutrale per colloqui di pace, ma la presenza di Zelensky a Roma – dove domani parteciperà alla Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina – conferisce all’iniziativa un peso politico significativo. All’evento, organizzato con il sostegno dell’Unione Europea, interverranno anche la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e diversi commissari, tra cui Valdis Dombrovskis e Dan Jorgensen, a dimostrazione dell’impegno continentale nel sostenere Kiev




