Italia curling, Mosaner e Constantini battono la Norvegia all'ultima pietra
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Redazione Sport
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Una vittoria che sa di ossigeno, sottratta con le unghie e con i denti nel finale più teso, mantiene accese le speranze azzurre nel doppio misto di curling alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Amos Mosaner e Stefania Constantini, i campioni olimpici in carica, hanno infatti superato per 6-5 la Norvegia di Magnus Nedregotten e Kristin Skaslien in una partita che, dopo una mattinata difficile, ha dimostrato il carattere della coppia italiana. Il percorso nel girone, che dopo questo successo vede ancora aperta la strada per le semifinali, si era infatti aperto con una sconfitta, per 9-4, contro la compagine svedese, incontro nel quale i nostri atleti avevano faticato non poco anche a causa di condizioni del ghiaccio mutate e, come ha poi raccontato Mosaner, “completamente diverse” rispetto al giorno precedente.
La rimonta azzurra nel segno del potere del power-play
La sfida contro la Norvegia, che rappresentava un appuntamento quasi obbligato per non compromettere ulteriormente la qualificazione, si è rivelata sin dall’inizio un affare complicato, con gli scandinavi che hanno mantenuto il controllo per gran parte della contesa. Dopo sei degli otto end previsti, infatti, Mosaner e Constantini si trovavano in svantaggio per 3-5, uno scarto che in uno sport di precisione e calcolo come il curling può già apparire significativo. È stato proprio in questa fase delicatissima che l’esperienza e la freddezza dei due atleti sono emerse in tutta la loro efficacia: sfruttando al massimo l’opportunità tattica concessa dal “power-play”, una regola che consente di disporre le pietre in modo più offensivo, la coppia italiana è riuscita dapprima a raggiungere il pareggio nel settimo end, annullando quel divario che sembrava poter diventare decisivo.
Il colpo di scena nell'end decisivo
L’ottava e ultima manche, quella che avrebbe decretato il vincitore, si è presentata con un quadro tattico apparentemente favorevole alla Norvegia, la quale godeva sia del cosiddetto “last stone”, ovvero l’ultimo lancio decisivo, sia della possibilità di attivare nuovamente il power-play. Una combinazione di fattori che, sulla carta, lasciava pochi spiragli agli azzurri. Eppure, in uno di quei colpi di scena che rendono lo sport imprevedibile, Mosaner e Constantini sono riusciti nell’impresa di “rubare” il punto della vittoria, mettendo a segno una delle azioni più brillanti del torneo e ribaltando il risultato proprio quando sembrava ormai scritto. Un successo, come hanno sottolineato il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e l’assessore allo sport Mattia Gottardi, “all’ultimo respiro”, che ha premiato in modo evidente la determinazione e la capacità di reazione dei due atleti, i quali, nonostante il brivido, sanno di poter esprimere un curling di livello ancora più alto.
Un percorso che continua tra luci e ombre
La giornata olimpica, definita dallo stesso Mosaner come “un po’ turbolenta”, ha dunque offerto due facce ben distinte dell’Italia del doppio misto: da un lato la difficoltà nel contrastare la potenza e la regolarità della Svezia, dall’altro la straordinaria tenacia dimostrata per non cedere alla Norvegia. Questa capacità di riscatto immediato, di rialzarsi dopo una batosta, è un indicatore importante del morale e dello stato di forma della coppia, che ora deve affrontare le rimanenti partite del girone con la consapevolezza di aver superato una prova di carattere fondamentale. La vittoria, per quanto sofferta, rilancia pienamente le ambizioni e dimostra come il percorso verso la difesa del Titolo, sebbene irto di ostacoli, sia tutt’altro che chiuso.




