Curling, Mosaner e Constantini battono la Norvegia e tengono aperta la corsa alle semifinali

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Redazione Sport Redazione Sport   -   In una partita che ha toccato i vertici della drammaticità, gli azzurri del doppio misto hanno rimontato uno svantaggio che sembrava insidioso, dimostrando, come è nel loro DNA di campioni, una freddezza che pochi possiedono. Dopo una mattinata difficile, segnata da una sconfitta netta contro la compagine svedese durante la quale faticarono a trovare la giusta sintonia con una superficie di gioco mutata, Amos Mosaner e Stefania Constantini hanno saputo reagire con l’orgoglio tipico di chi ha già conquistato il massimo alloro. Lo hanno fatto contro una Norvegia esperta, la stessa di Magnus Nedregotten e Kristin Skaslien, tra l’altro detentori del bronzo a Pechino 2022, in una sfida che, persa, avrebbe significato l’addio al sogno del bis.

Il punto di svolta nel settimo end

La partita, che dopo sei frazioni vedeva gli scandinavi condurre per 5 a 3, ha vissuto la sua torsione decisiva proprio quando la situazione appariva più complicata per i colori azzurri. È stato in quel momento, infatti, che Mosaner e Constantini hanno sfruttato al massimo il power-play, una regola che concede un vantaggio tattico non indifferente, riuscendo dapprima a pareggiare i conti e poi a costruire il successo nel finale. Una sterzata impressa con la precisione del chirurgo e il coraggio del giocatore d’azzardo, elementi che hanno permesso di ribaltare un hammer avverso e di chiudere sul 6-5. Una vittoria, come hanno sottolineato il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e l’assessore allo sport Mattia Gottardi, che “ha premiato il carattere e la determinazione”, valori non negoziabili nello sport di alto livello.

Le parole di Mosaner dopo il brivido

Al termine dell’incontro, lo stesso Mosaner ha fornito una chiave di lettura lucida di una giornata emotivamente intensa. “È stata una giornata un po’ turbolenta”, ha ammesso l’atleta, riconoscendo le fatiche incontrate al mattino contro la Svezia e la differenza di condizioni del ghiaccio, fattori che incidono profondamente sulla tattica e sulla riuscita dei lanci. Pur nel sollievo per l’essenziale vittoria, il campione olimpico non si è nascosto dietro facili entusiasmi, osservando con la consueta schiettezza che “abbiamo vinto ma possiamo ancora migliorare”. Un’affermazione che delinea il profilo di atleti mai completamente soddisfatti, sempre protesi verso il margine di progresso che può fare la differenza nelle sfide più equilibrate.

Il percorso e lo scenario per la qualificazione

Questo successo, arrivato dopo la sconfitta patita contro la Svezia, rappresenta un elemento vitale per le ambizioni italiane, mantenendo il tabellino della qualificazione aperto a diversi scenari. Il meccanismo del torneo, che vede le prime quattro classificate del round robin accedere alle semifinali, richiederà ora un’altra prova di concentrazione e di qualità nelle partite residue. La rimonta contro una squadra temibile e tecnicamente solida come la norvegese fornisce alla coppia azzurra una linfa psicologica inestimabile, dimostrando di saper competere sotto pressione e di avere le risorse per affrontare anche le situazioni più critiche. Resta, tuttavia, la necessità di trovare quella continuità di rendimento che è stata, in alcune fasi, altalenante, come emerso dalla confessione stessa degli atleti riguardo alle diverse sensazioni provate sul ghiaccio nel corso della stessa giornata.

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