Il sogno dell’Italia del curling si ferma nel round robin: Svizzera troppo forte, niente semifinali
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Redazione Sport
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Si chiude con un netto 9-5 l’avventura di Amos Mosaner, Joel Retornaz, Mattia Giovanella e Sebastiano Arman alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Il quartetto azzurro, costretto a vincere contro la Svizzera nell’ultima sessione del round robin per tenere vive le speranze di semifinale, si è dovuto arrendere alla capolista imbattuta del torneo, una squadra elvetica che ha confermato sul ghiaccio di Cortina tutto il suo valore, frutto anche del bronzo conquistato agli ultimi Mondiali. La sconfissa, maturata al termine di un incontro in cui gli azzurri non sono mai riusciti a imporre il proprio gioco contro gli avversari – i quali hanno infilato l’ottava vittoria consecutiva in questa rassegna a cinque cerchi – significa l’addio alla fase a eliminazione diretta, con il sogno di una medaglia che sfuma nel momento cruciale della competizione.
L’analisi del percorso dei portacolori italiani, che chiudono con un bilancio di quattro vittorie e cinque sconfitte, lascia un retrogusto amaro per quelle che sono state le occasioni mancate lungo il cammino. Se da un lato il risultato complessivo rappresenta comunque il miglior piazzamento di sempre per l’Italia maschile in questa disciplina ai Giochi, un traguardo che fino a pochi anni fa sembrava inimmaginabile, dall’altro lato la sensazione è che la qualificazione fosse alla portata. A fare la differenza in negativo, nel computo totale, sono state alcune battute d’arresto rimediare contro avversari sulla carta abbordabili: gli azzurri hanno pagato a caro prezzo le sconfitte con la Germania e, soprattutto, quella con la Cina, una gara che aveva il sapore dell’occasione d’oro per mettere punti pesanti in classifica.
La durezza del girone e i rimpianti per i passi falsi con Germania e Cina
La sconfitta patita contro la Svizzera, per quanto pesante nel punteggio, rientra in una logica sportiva, considerando lo straordinario percorso degli elvetici. Ciò che invece lascia l’amaro in bocca allo staff e ai tifosi – e che verrà certamente analizzato nei dettagli dallo skip Retornaz e dai suoi compagni – è l’aver fallito alcuni appuntamenti fondamentali contro nazionali che, almeno sulla carta, erano alla portata. Il ko con la Germania e, ancor di più, la sconfitta subita dalla Cina sono quei passi falsi che in un girone così lungo e logorante come quello olimpico finiscono per pesare come macigni al momento di fare le somme. Il quartetto azzurro, partito con il favore del pronostico e con il calore del pubblico amico, non è riuscito a mantenere quella necessaria continuità di rendimento che distingue le grandi squadre da quelle buone, alternando prestazioni sontuose – come quelle contro la Gran Bretagna e la Svezia – a cali di concentrazione pagati a carissimo prezzo.
L’attenzione, a questo punto, si sposta sulle quattro nazionali che si giocheranno le medaglie. Svizzera e Canada avevano già staccato il pass prima dell’ultimo turno, con gli svizzeri che hanno chiuso a punteggio pieno (9-0) e i canadesi con sette vittorie e due sconfitte. Insieme a loro, nella fase finale, ci saranno anche la Gran Bretagna – che ha chiuso con cinque successi e quattro ko – e la vincente dello spareggio tra Norvegia, Germania e Stati Uniti, una volta definite tutte le gare del round robin. Per l’Italia, invece, non resta che archiviare la pratica con la consapevolezza di aver scritto comunque una piccola pagina di storia, ma con la consapevolezza, altrettanto forte, che l’occasione per fare il salto di qualità definitivo è stata sciupata.




