Pokrovsk, gli artiglieri ucraini in trincea: "Non cederemo i nostri confini a Mosca"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Nascosti nel terreno ondulato delle campagne che circondano Pokrovsk, un crocevia strategico nella regione di Donetsk, gli artiglieri ucraini continuano a opporre una resistenza che, sebbene logorata dai mesi di scontri, si dimostra tutt’altro che doma. Le loro postazioni, mimetizzate tra la vegetazione, sono il punto di partenza per i proiettili degli obici M109A5, forniti dagli Stati Uniti, i quali, unitamente a una fitta rete di attacchi condotti con droni, stanno riuscendo a contenere l’avanzata delle forze russe in diversi settori a nord della città. È proprio da questo sforzo coordinato, secondo quanto riportato dal comando delle Forze Armate ucraine, che arriva un segnale di temporanea stabilizzazione in un’area dove la pressione offensiva rimane costantemente alta.
Il fronte e lo scetticismo dei soldati
Per gli uomini e le donne che servono in queste unità di artiglieria, la realtà quotidiana è fatta di allerta perenne e di un logoramento fisico e psicologico che si protrae da molti mesi. La loro prospettiva sul conflitto, del tutto terrena e legata all’immediatezza dello scontro, li porta a guardare con profondo scetticismo alle notizie che giungono sui negoziati diplomatici. Il cosiddetto piano di pace americano, che circola nelle cancellerie internazionali, viene da loro percepito non come una possibile via d’uscita, bensì come un documento privo di valore pratico, quasi “carta straccia”, per usare le stesse parole di un militare. “Perché stiamo combattendo se vogliono che rinunciamo a tutto?”, si chiedono, in una domanda retorica che racchiude tutta la frustrazione di chi vede il proprio sacrificio potenzialmente svanire al tavolo delle trattative.
La guerra oltre le trincee
Mentre il fronte terrestre cerca di resistere all’urto, le città ucraine nell’entroterra continuano a subire l’impatto di una guerra che non risparmia i centri urbani. A Kiev come in altri agglomerati, si alternano notti di paura durante le quali i sistemi d’allarme annunciano l’arrivo di droni e missili. Questi attacchi, sebbene spesso mirino a colpire le infrastrutture energetiche del paese, non di rado si abbattono anche su edifici residenziali, con conseguenze tragiche per la popolazione civile. Uno degli episodi più recenti e cruenti, avvenuto nella cittadina di Ternopil, situata nella parte occidentale del paese, ha causato un bilancio particolarmente grave, con trentaquattro vittime accertate, tra le quali purtroppo si contano anche sei bambini.
Il contesto operativo e strategico
Sullo sfondo di queste drammatiche vicende umane, le operazioni militari lungo l’intero arco del fronte, che si snoda per circa milleduecento chilometri, proseguono senza sosta e registrano, in diverse aree, significativi progressi da parte russa. L’avanzata non si concentra esclusivamente nel Donetsk, ma interessa anche altri settori, come quelli di Kupyansk, Zaporizhia e Kharkiv, dove le forze di Mosca stanno esercitando una pressione crescente. Questo quadro operativo, in continua evoluzione, si sviluppa in un momento di grande incertezza diplomatica, in attesa di capire se le iniziative di pace possano concretamente tradursi in un cessate il fuoco.




