Beta Motor 2027, la nuova RX 250 4T entra nella gamma ufficiale
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Redazione Economia
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Il momento tanto atteso dagli appassionati, quello in cui le voci di corridoio e i prototipi avvistati sui campi di gara lasciano il posto alla concretezza dei listini, è finalmente arrivato. Beta Motor, il marchio toscano di Rignano sull’Arno, ha ufficialmente ampliato la sua gamma RX dedicata al motocross, introducendo un modello che mancava all’appello da tempo: la nuova RX 250 4T.
Dopo un intenso programma di sviluppo che ne ha visto il debutto in gara già nel corso del 2026, la “quarto di litro” a quattro tempi si presenta ora come un tassello fondamentale per presidiare la categoria MX2, affiancandosi alle già affermate RX 450 4T e alle due tempi RX 350 e RX 250, queste ultime introdotte nel Model Year precedente e subito apprezzate per la loro agilità.
La nuova arrivata, come si evince dalle prime analisi tecniche, non è una semplice riduzione di cilindrata della sorella maggiore, ma un progetto completamente inedito sia dal punto di vista del propulsore che della ciclistica, pensato per offrire quel delicato equilibrio tra potenza da vertice e guidabilità intuitiva che da sempre contraddistingue la filosofia “RideAbility” del costruttore.
Un motore compatto che punta tutto sulla leggerezza
Nel cuore della RX 250 4T batte un motore che segna una netta discontinuità tecnica rispetto alla tradizione di casa. La distribuzione, affidata a un sistema DOHC (doppio albero a camme in testa), posiziona la catena sul lato destro del propulsore – una scelta ingegneristica che la differenzia dalla 450, dove la catena si trova invece sul lato opposto.
Questa unità, sviluppata interamente a Firenze, adotta una catena di tipo Morse azionata da un ingranaggio solidale all’albero della pompa dell’acqua, con un tenditore idraulico studiato per ridurre al minimo rumorosità e vibrazioni anche ai regimi più elevati. Per ottenere un vantaggio significativo nella categoria, i tecnici hanno lavorato con ossessione sul peso: il motore è circa 1,5 chilogrammi più leggero rispetto alla media della concorrenza.
Un risultato raggiunto grazie all’utilizzo di carter interni in alluminio pressofuso con spessori ridottissimi, completati da coperture esterne (frizione, testa e accensione) realizzate in lega di magnesio. Non mancano, a completare il quadro di questa meccanica raffinata, soluzioni come la biella monolitica con cuscinetto a strisciamento sulla testa e il pistone con architettura “box-in-box”, una tecnologia quest’ultima che richiama le soluzioni utilizzate in Formula 1 per garantire solidità e scorrevolezza alle alte velocità di rotazione.
Ciclistica dedicata ed elettronica da corsa
Il telaio, naturalmente, non poteva essere lo stesso della 450. Per la nuova 250, Beta ha progettato una struttura in acciaio al cromo-molibdeno con una zona della culla particolarmente rastremata, avvolgendo il propulsore in modo estremamente compatto. La vera novità, rispetto alla sorella maggiore che utilizza attacchi motore centrali, riguarda gli attacchi laterali della testa: una scelta che gli ingegneri toscani hanno motivato con la necessità di aumentare la rigidità torsionale del complesso mantenendo però una maggiore flessibilità sul piano verticale.
Questo si traduce, almeno sulla carta, in un miglioramento della precisione in inserimento curva senza sacrificare la capacità di assorbire le asperità del terreno. Il comparto sospensioni è affidato alla coppia KYB, ovvero una forcella a cartuccia chiusa da 48 mm e un monoammortizzatore posteriore da 50 mm, entrambi con tarature specifiche per adattarsi alle masse ridotte della 250.
Per la prima volta su una Beta quattro tempi di serie, l’elettronica assume un ruolo predominante: il sistema a doppia iniezione (con iniettore sul corpo farfallato e uno nel manicotto della scatola filtro) viene gestito da una centralina che integra controlli di derivazione racing, tra cui spiccano il Launch Control regolabile su cinque livelli, il Quick Shift per le scalate fulminee, il traction control a due livelli e una doppia mappatura del motore per condizioni di bagnato o asciutto.
Tutti questi comandi, a testimonianza dell’attenzione per il mondo delle competizioni, sono stati raggruppati in un blocchetto integrato direttamente nel piantone del manubrio, per proteggerli in caso di caduta.
Gamma al completo e dettagli comuni
Mentre l’attenzione è catalizzata dalla nuova arrivata, Beta non ha però trascurato il resto della gamma 2027. La RX 450 4T, che rimane il punto di riferimento per la potenza massima, riceve un aggiornamento sostanziale dell’elettronica, allineandosi alla sorella minore con l’introduzione degli stessi sistemi di controllo (Launch Control, Quick Shift e mappe) e beneficiando di un nuovo corpo farfallato conico studiato per migliorare il flusso d’aria e l’erogazione ai bassi.
Sul fronte dei due tempi, la RX 350 vede l’introduzione di un pistone completamente ridisegnato con segmenti rivestiti in PVD, un intervento che riduce l’attrito e le masse alternative, traducendosi in un aumento di potenza dichiarato di circa 1,5 cavalli. La RX 250 2T, invece, adotta una rapportatura finale più lunga, passando dalla combinazione 13/50 alla 14/51, una modifica che promette una progressione più fluida delle marce e una migliore trazione in uscita dalle curve veloci.
A livello estetico e di componentistica, tutta la gamma RX 2027 condivide alcune importanti novità: dalla nuova grafica in rosso e nero che celebra l’eredità del marchio, ai copertoni Dunlop Geomax MX34 di ultima generazione, passando per una guida catena rinforzata e nuovi paramani, senza dimenticare le più morbide impugnature in gomma. Il peso, caratteristica distintiva delle due tempi, si attesta sui 100 kg a secco, mentre la nuova 250 4T si posiziona con un dato dichiarato di 101,5 kg, avvicinandosi così molto all’agilità dei propulsori a scoppio.




