Milano-Cortina 2026, la sfida olimpica tra ghiaccio e cyberspazio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'avvicinarsi dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, il cui inizio è fissato per il 6 febbraio con la cerimonia inaugurale allo stadio San Siro, non mobilita soltanto atleti e appassionati ma sta catalizzando, in una maniera per certi versi inedita, l'attenzione di chi si occupa di sicurezza a tutto tondo. Se da un lato, infatti, le amministrazioni locali sono alle prese con la complessa gestione logistica e viabilistica – un aspetto che, come vedremo, impatterà significativamente sulla vita quotidiana – dall'altro gli esperti di cyber sicurezza stanno alzando le difese in previsione di attacchi informatici di varia natura, i quali, secondo analisti specializzati, potrebbero prendere di mira l'evento in maniera sistemica.

Il rapporto sugli hacker e gli obiettivi sensibili

A lanciare un monito circostanziato sono stati i ricercatori di Unit 42, gruppo facente capo a Palo Alto Networks, attraverso il documento "Cyber Threats to Milan-Cortina 2026". Il report, andando oltre i canonici allarmi sul phishing, delinea uno scenario in cui i criminali informatici mostrerebbero un interesse marcato per infrastrutture critiche e sistemi operativi essenziali per lo svolgimento della manifestazione. Tra i bersagli individuati come più sensibili, e dunque potenzialmente più appetibili, figurano i terminali per i pagamenti elettronici, i cosiddetti pos, l'intero ecosistema dei pagamenti digitali e, aspetto non secondario, i sistemi di controllo e gestione dei mezzi di trasporto pubblico e privato. Una vulnerabilità in questi settori, è il pensiero che sottostà all'analisi, potrebbe generare disagi operativi di vasta portata, interferendo con quella mobilità che è linfa vitale per un evento di tale magnitudine.

Le misure per il traffico e le chiusure stradali

Proprio la mobilità, del resto, rappresenta uno dei nodi più intricati da sciogliere per gli organizzatori e per le prefetture coinvolte. Nel Bellunese, cuore pulsante delle competizioni su neve e ghiaccio, si preannunciano settimane di notevoli cambiamenti. A partire già dal primo febbraio, e con maggiore intensità nelle giornate clou delle gare, importanti tratti della statale Alemagna e della regionale delle Dolomiti subiranno restrizioni severissime, riservate alla sola circolazione di veicoli muniti di uno speciale pass olimpico. Queste limitazioni, che inevitabilmente condizioneranno gli spostamenti di residenti e turisti, hanno spinto le autorità a predisporre un articolato servizio di trasporto pubblico alternativo, definito dalle stesse come strumento necessario a "garantire mobilità e sicurezza". Tali interventi, peraltro, non si limiteranno all'area dolomitica ma coinvolgeranno, seppur in misure e tempi diversi, anche il capoluogo lombardo.

Le scuole chiuse e il piano viario a Milano

A Milano, dove è atteso il picco di visitatori in occasione della cerimonia d'apertura, il piano di regolamentazione del traffico è stato formalmente approvato dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Le chiusure, concentrate nelle aree di Palazzo Marino e del Teatro alla Scala, interesseranno un reticolo di vie nel centro cittadino – come largo Claudio Abbado, piazza della Scala, via Manzoni e via Verdi – in date precise tra cui il 2 febbraio. Questa riorganizzazione forzata della viabilità urbana ha indotto diverse istituzioni scolastiche, non solo a Milano e a Sondrio ma anche in altre zone della Lombardia, a valutare la sospensione temporanea delle lezioni, una misura preventiva volta a evitare caos e a snellire il flusso di persone e mezzi in un contesto già di per sé saturo.

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