Milano-Cortina 2026, Malagò: "Il novanta per cento degli impianti era già esistente"
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Redazione Sport
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A poco più di cento giorni dalla cerimonia inaugurale in programma a San Siro, prevista per il 6 febbraio 2026, l'organizzazione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina procede, secondo quanto dichiarato dal presidente della Fondazione, Giovanni Malagò, senza intoppi significativi e nel rispetto dei tempi prefissati. L'evento, che si annuncia come la prima Olimpiade "diffusa" della storia, mobilita risorse ingenti, con circa due miliardi di euro destinati ai costi organizzativi e altri tre virgola quattro miliardi stanziati per le infrastrutture pubbliche, a cui vanno ad aggiungersi gli investimenti privati. Un impegno economico notevole, che però si fonda su una filosofia precisa, volta a limitare gli sprechi e a valorizzare il patrimonio già disponibile.
Il modello sostenibile: niente cattedrali nel deserto
La caratteristica principale di questi Giochi, come sottolineato dallo stesso Malagò, risiede nell'aver saputo sfruttare in massima parte strutture preesistenti, evitando così di costruire, usando una metafora efficace, "cattedrali nel deserto". Quella percentuale, che si attesta sul novanta per cento, non rappresenta soltanto un dato contabile ma incarna una strategia organizzativa ben precisa, orientata alla sostenibilità e a un'eredità duratura per il territorio. Un approccio, questo, che contrasta con le pratiche di altre edizioni, spesso caratterizzate da opere faraoniche e di dubbia utilità futura, e che mira a consegnare al Paese un sistema di impianti funzionale e già collaudato.
L'impatto sul territorio e le prospettive turistiche
Mentre i cantieri, ormai in fase avanzata, procedono verso il loro completamento, le proiezioni sul fronte turistico delineano uno scenario di forte attrazione internazionale. Le analisi di Visa Consulting & Analytics prevedono, nel periodo di svolgimento delle competizioni, un incremento annuo del 160 per cento dei viaggiatori stranieri diretti verso il Nord Italia. Gli aeroporti milanesi, in particolare, si preparano a gestire un flusso straordinario di passeggeri, con Linate che potrebbe registrare un picco del 450 per cento, numeri che testimoniano l'interesse globale per l'evento e le sue ricadute economiche.
L'Olimpiade culturale e lo sguardo sul futuro
Parallelamente ai preparativi sportivi, prende forma anche il programma culturale che accompagnerà i Giochi, un progetto multidisciplinare che ha trovato un suo avvio ufficiale alla Triennale di Milano con la mostra "White Out. The Future of Winter Sport". L'iniziativa, che si propone di indagare il futuro degli sport invernali, aggiunge un tassello importante alla kermesse, arricchendola di contenuti che vanno al di là della pura competizione agonistica e che intendono coinvolgere un pubblico più ampio, offrendo spunti di riflessione su temi di ampio respiro legati alla montagna e alla sua evoluzione.




