Una tragedia nella tragedia: muore soffocato un bimbo di 11 mesi mentre la mamma partorisce due gemelli

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il giorno in cui una famiglia si allarga per accogliere due nuove vite si è trasformato, in un drammatico e beffardo cortocircuito del destino, nel giorno in cui un'altra vita, quella di un bimbo di appena undici mesi, si è spenta per sempre. È accaduto a Torino, nel quartiere Parella, dove un bambino di origine nigeriana è morto a causa di un soffocamento, sopraffatto da un boccone di cibo o forse dal vomito, stando a quanto si apprende dalle prime, dolorose ricostruzioni. La madre del piccolo, proprio in quelle stesse ore, era ricoverata all'ospedale Maria Vittoria per dare alla luce due gemellini, ignara della tragedia che si stava consumando lontano da lei, tra le mura domestiche.

Il bambino, che non aveva ancora compiuto un anno, era stato affidato alle cure di una zia per il tempo necessario al ricovero e al parto. Un gesto di ordinaria organizzazione familiare, quello di lasciare il figlio più piccolo a un parente stretto mentre si va in ospedale, che purtroppo si è trasformato in un incubo. La zia, secondo quanto riferito, si trovava con il piccolo nell'appartamento di via Capelli quando, probabilmente mentre stava mangiando, qualcosa ha innescato la crisi. Un boccone andato di traverso, un improvviso rigurgito: in un istante il bambino ha smesso di respirare, il suo viso ha cambiato colore e la disperazione ha fatto irruzione in quella casa che, fino a un momento prima, era solo un luogo di attesa.

La donna ha immediatamente compreso la gravità della situazione e ha lanciato l'allarme, contattando il numero unico per le emergenze, il 118. Sul posto, in pochi minuti, sono arrivate un'ambulanza e un'automedica. I sanitari, una volta entrati nell'appartamento, hanno trovato il bambino in condizioni già critiche, in arresto cardiaco. Hanno iniziato subito le manovre di rianimazione, tentando disperatamente di disostruire le vie aeree e di riavviare il cuore del piccolo, ma senza ottenere risultati. A quel punto, con il bambino in condizioni disperate, è scattata la corsa contro il tempo verso l'ospedale.

L'ambulanza ha percorso a sirene spiegate i pochi chilometri che separano il quartiere Parella dall'ospedale Maria Vittoria. Una corsa che, nella speranza di tutti, avrebbe dovuto portare il piccolo direttamente tra le braccia dei medici pronti a salvarlo. E invece, l'arrivo al pronto soccorso ha solo confermato la tragica realtà: nonostante i medici abbiano preso in carico il bambino e continuato senza sosta le manovre di rianimazione, per lui non c'era più nulla da fare. Il decesso è stato constatato poche decine di minuti dopo l'arrivo, in un'ala dell'ospedale distante solo pochi corridoi dalla stanza dove la madre, in travaglio, si preparava a partorire i due gemelli. Una prossimità fisica, quella tra madre e figlio morente, che rende la vicenda ancora più straziante: due esistenze, quella di chi nasce e quella di chi muore, si sono sfiorate senza mai incontrarsi.

Gli accertamenti della polizia e l'ipotesi dell'incidente

Sull'accaduto, data la drammaticità e la delicatezza della vicenda, sono naturalmente scattati gli accertamenti del caso. Sul luogo della tragedia, e successivamente in ospedale, sono intervenuti gli agenti della polizia di Stato, che hanno effettuato un sopralluogo nell'abitazione di via Capelli per raccogliere elementi utili a ricostruire la dinamica dei fatti. Gli investigatori hanno ascoltato la zia, la persona che si trovava con il bambino al momento della crisi, per comprendere l'esatta sequenza degli eventi. Dalle prime informazioni raccolte, non sarebbero emersi elementi che possano far pensare a responsabilità diverse da una tragica fatalità. L'ipotesi al momento più accreditata, e su cui tutti gli indizi convergono, è quella di un drammatico incidente domestico, di quelli che, purtroppo, possono capitare nella vita di tutti i giorni con bambini così piccoli, la cui capacità di deglutire e gestire il cibo non è ancora completamente sviluppata.

Il possibile ricorso all'autopsia per fare piena luce

Sebbene l'ipotesi prevalente sia quella dell'incidente, la Procura della Repubblica di Torino, come prassi in casi di morte improvvisa e inattesa di minori, valuterà nelle prossime ore se disporre un esame autoptico sul del bambino. L'autopsia, qualora venisse ordinata, avrebbe lo scopo di accertare con certezza assoluta la causa del decesso, confermando la natura meccanica del soffocamento ed escludendo, ove necessario, eventuali altre concause o patologie preesistenti che potrebbero aver contribuito alla crisi respiratoria. Un atto dovuto per fare piena luce su una vicenda che ha sconvolto non solo la famiglia, di origine nigeriana, ma l'intera città, lasciando un vuoto incolmabile in un giorno che avrebbe dovuto essere di festa e che invece porterà per sempre con sé il peso di un lutto inaspettato.

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