Il Pirellone vota all'unanimità per sostenere la lotta del popolo iraniano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Consiglio regionale della Lombardia, in una votazione che ha registrato una rara compattezza trasversale, ha approvato all’unanimità una mozione con cui si schiera a sostegno di quanto definito, nel testo presentato da Fabrizio Figini di Forza Italia e da Lisa Noja di Italia Viva, le “aspirazioni democratiche del popolo iraniano”. Il documento, che condanna senza mezzi termini la repressione messa in atto dal regime teocratico, impegna concretamente la Giunta regionale a una serie di azioni ben precise, a partire dal sostegno nelle sedi di coordinamento con lo Stato all’azione diplomatica della Farnesina, finalizzata a isolare politicamente i responsabili delle violenze.

Un impegno che va oltre la solidarietà simbolica

Oltre a questa linea politica, il testo votato nel cosiddetto Pirellone spinge affinché venga sollecitato, con forza, il ripristino immediato della connessione Internet in Iran, uno strumento vitale per l’informazione e la comunicazione di chi protesta, spesso oscurato dalle autorità per bloccare la diffusione delle notizie. La mozione prevede, inoltre, di promuovere in sede europea l’adozione di sanzioni mirate ed efficaci, colpendo direttamente gli esponenti del regime ritenuti responsabili della feroce repressione in atto. Questo passaggio, in particolare, segna un salto di qualità dalla mera dichiarazione di principio a un impegno operativo, seppur da attuare attraverso i canali istituzionali competenti.

La mobilitazione si sposta nelle piazze e nelle sedi della cronaca

La scelta del Consiglio lombardo non è un fatto isolato nel panorama italiano, ma si inserisce in un quadro di mobilitazione più ampio, che trova spazio sia nella società civile che nell’attivismo politico. A Roma, ad esempio, è prevista per venerdì una manifestazione di solidarietà convocata da Amnesty International e da Women life freedom for peace and justice sulla scalinata del Campidoglio. Gli organizzatori denunciano come le autorità iraniane abbiano scatenato “una repressione mortale”, facendo ricorso a un uso illegale della forza, a armi da fuoco e ad arresti di massa per soffocare le proteste. Sabato, poi, sarà la volta di una marcia organizzata dai Radicali, a testimonianza di un’attenzione che attraversa diversi schieramenti.

Documenti e iniziative per tenere alta l'attenzione

Parallelamente, l’impegno si declina nella raccolta e nella diffusione di informazioni dettagliate sugli accadimenti. A Milano, infatti, il centrodestra promuove la presentazione di un “Rapporto esteso sugli avvenimenti in Iran”, un documento che punta a descrivere nel dettaglio la drammatica escalation delle ultime settimane, con bilanci – seppur difficili da verificare con assoluta certezza – che parlano di decine di migliaia di vittime e di arresti. Da parte sua, anche il Partito Repubblicano Italiano in Emilia-Romagna, attraverso le parole del suo segretario regionale Eugenio Fusignani, ha annunciato di voler dedicare una data simbolica, il 9 febbraio, al “Risorgimento” iraniano, paragonando idealmente la lotta per la libertà in Iran ai valori fondativi della storia repubblicana italiana.

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