Max Felicitas al Pirellone dopo la sospensione a Gallarate
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Redazione Interno
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La vicenda che ha visto protagonista Max Felicitas, pornoattore noto per il suo impegno contro il bullismo e il cyberbullismo, continua a far discutere. Dopo la sospensione dell’incontro previsto all’istituto Ponti di Gallarate, in provincia di Varese, Felicitas ha deciso di portare la sua protesta al Pirellone, sede del Consiglio Regionale della Lombardia, per chiedere chiarimenti e far valere le sue ragioni.
L’evento, inizialmente organizzato per sensibilizzare gli studenti su temi come il bullismo e la sessualità, è stato bloccato a seguito delle pressioni del movimento Pro Vita, che ha contestato la presenza di un attore hard in un contesto scolastico. L’Ufficio Scolastico Regionale, intervenuto con una decisione che Felicitas ha definito “censura”, ha motivato lo stop citando alcuni video dell’attore ritenuti denigratori verso donne e persone con disabilità.
Nonostante le critiche, Felicitas ha trovato un interlocutore in Giuseppe Licata, consigliere regionale di Forza Italia, con il quale si è confrontato in un incontro al Pirellone. Licata, dopo il colloquio, ha dichiarato di aver riconosciuto le “buone intenzioni” dell’attore, sottolineando come il tema del bullismo, che lo stesso Felicitas ha vissuto in prima persona, sia di estrema attualità e meriti di essere affrontato senza pregiudizi.
La protesta di Felicitas non si è però fermata al dialogo istituzionale. Dopo l’annullamento dell’incontro, l’attore si è incatenato davanti all’istituto Ponti, in un gesto simbolico che ha ulteriormente alimentato il dibattito. Da una parte, i gruppi conservatori, tra cui Fratelli d’Italia, hanno ribadito che un pornoattore non sia la figura più adatta per parlare di sessualità nelle scuole; dall’altra, alcuni studenti e attivisti antifascisti hanno visto in Felicitas un simbolo di ribellione contro ciò che percepiscono come un’imposizione di valori tradizionali.




