Max Felicitas si incatena davanti alla scuola di Gallarate: "Libertà"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Alle 7.30 di lunedì mattina, Max Felicitas, pseudonimo di Edoardo Barbares, si è presentato davanti ai cancelli dell’Istituto Ponti di Gallarate, in provincia di Varese, con le catene ai polsi, un bavaglio sulla bocca e un giubbotto su cui campeggiava, ripetuta più volte, la parola “Libertà”. La sua presenza, annunciata sui social già dalla domenica, ha attirato oltre duecento studenti, che lo hanno accolto tra applausi e grida di incoraggiamento. L’iniziativa, però, non era quella di un semplice saluto: Felicitas, pornoattore e influencer, avrebbe dovuto tenere una lezione sull’educazione sessuale e sul cyberbullismo, organizzata in collaborazione con l’urologo Danilo Centrella e l’avvocato Lorenzo Puglisi. Un incontro che, tuttavia, è stato annullato dopo le pressioni di alcuni gruppi, tra cui i Pro Vita, contrari alla sua partecipazione.

“Forse hanno paura della ricostituzione del partito dell’amore”, ha commentato l’avvocato Puglisi, difensore di Felicitas, sottolineando come la protesta del suo assistito fosse un gesto simbolico contro chi cerca di limitare la libertà di espressione. “Avrei parlato di bullismo, di rispetto, di educazione sentimentale”, ha dichiarato Felicitas, che ha scelto di presentarsi davanti alla scuola in modo così plateale per denunciare quella che considera una censura ingiustificata.

La vicenda ha diviso l’opinione pubblica, ma tra gli studenti del Ponti c’è stato chi ha visto nel gesto di Felicitas una forma di ribellione contro un sistema che, a volte, sembra anteporre pregiudizi e moralismi al dialogo e alla crescita personale. “Voglio lottare ogni giorno contro chi giudica”, ha detto l’attore, mentre i ragazzi lo circondavano, alcuni incuriositi dalla sua figura, altri forse più attratti dall’idea di partecipare a una protesta che, per un giorno, ha trasformato l’ingresso della scuola in un palcoscenico di rivendicazioni.

L’ufficio scolastico provinciale, dal canto suo, ha giustificato la decisione di cancellare l’incontro citando la necessità di evitare polemiche e garantire un ambiente sereno per gli studenti. Tuttavia, la scelta ha sollevato interrogativi sui limiti della libertà di espressione e sul ruolo delle istituzioni educative nel promuovere dibattiti su temi sensibili.

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