Max Felicitas al Pirellone dopo la sospensione dell’incontro a Gallarate

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La vicenda che ha visto protagonista Max Felicitas, pseudonimo di Edoardo Barbares, continua a far discutere. Dopo la sospensione dell’incontro programmato all’IIS Andrea Ponti di Gallarate, il pornoattore ha deciso di portare la sua protesta direttamente al Pirellone, sede del Consiglio Regionale della Lombardia, per chiedere chiarimenti e far valere le sue ragioni. La decisione di annullare l’evento, che avrebbe dovuto trattare temi come la prevenzione del bullismo, il revenge porn e le malattie sessualmente trasmissibili, è stata presa in seguito alle pressioni del movimento Pro Vita, che ha contestato la figura del relatore per la sua professione.

Barbares, che non ha voluto arrendersi alla cancellazione, si è presentato davanti alla scuola in catene e imbavagliato, in una performance simbolica per denunciare quella che definisce una forma di censura. “Mi hanno impedito di parlare di argomenti utili ai giovani – ha dichiarato –, discriminato per il mio lavoro”. La sua protesta, accompagnata dagli applausi di alcuni studenti, ha riacceso il dibattito sul ruolo delle scuole nella scelta dei relatori e sulla libertà di espressione.

Nel frattempo, il pornoattore ha ottenuto un colloquio con Giuseppe Licata, consigliere regionale di Forza Italia, con il quale ha discusso della vicenda. Licata, dopo l’incontro, ha sottolineato le buone intenzioni di Barbares: “Edoardo, perché io lo chiamo così e non Max Felicitas, vuole affrontare un tema importante e delicato, come il bullismo e il cyberbullismo, che lui stesso ha subito. Il suo obiettivo è sensibilizzare i giovani su questi argomenti”.

La polemica, tuttavia, non si è limitata ai confini di Gallarate. La figura di Max Felicitas è stata associata, da alcuni, a una sorta di “nuovo eroe” per gli studenti antifascisti, stanchi di quello che viene percepito come un approccio tradizionale e poco coinvolgente da parte delle associazioni storiche. La sua vicenda ha così assunto un valore simbolico, diventando un caso che tocca temi più ampi, come la libertà di scelta delle scuole e il ruolo delle istituzioni nel mediare tra diverse sensibilità.

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