"Il fascismo non è un’opinione": il presidio a Gallarate contro il summit dell’ultradestra
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Redazione Economia
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Circa duecento persone hanno affollato piazza Libertà a Gallarate, in provincia di Varese, rispondendo alla chiamata del centrosinistra per contestare il Remigration Summit, l’incontro organizzato da gruppi ultranazionalisti al teatro Condominio. Tra gli slogan gridati dai manifestanti, il più ricorrente è stato quello di "vergogna", mentre il senatore del Pd Alessandro Alfieri ha sottolineato che la città "non può diventare una cassa di risonanza per messaggi d’odio".
L’evento, che riunisce esponenti della destra radicale europea promotori di teorie come il rimpatrio forzato dei migranti, era stato preceduto da polemiche e incertezze. Dopo il rifiuto di diverse strutture alberghiere di ospitarlo, la scelta è ricaduta sul teatro comunale, con il benestare del sindaco leghista Andrea Cassani, che ha giustificato l’anticipo dell’orario – dalle 14 alle 9 – come misura per "evitare tensioni". La location, tenuta volutamente riservata fino all’ultimo, non ha però impedito le proteste.
A Milano, intanto, è previsto un presidio a piazza San Babila, mentre il generale Roberto Vannacci, vicesegretario della Lega, ha inviato un videomessaggio di sostegno ai partecipanti al summit, scusandosi per l’assenza. La sua adesione, seppure virtuale, conferma i legami tra parti del centrodestra e le frange più estreme, nonostante le dichiarazioni ufficiali di distanza.




