A Gallarate il presidio contro il summit dell’ultradestra: "Fascismo non è un’opinione"
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Redazione Interno
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Mentre al teatro Condominio di Gallarate, in provincia di Varese, prendeva il via il Remigration Summit – l’incontro promosso dall’ultradestra europea per discutere la cosiddetta "remigrazione", ovvero l’ipotesi di rimpatri forzati di migranti nei loro paesi d’origine – in piazza Libertà si radunavano circa duecento persone per un presidio di protesta. Organizzato dal centrosinistra, il flash mob ha risposto con slogan come "vergogna" e "il fascismo non è un’opinione", contestando quello che viene percepito come un evento veicolo di messaggi d’odio.
Tra i partecipanti, il senatore del Pd Alessandro Alfieri, che ha sottolineato come la città non debba diventare una vetrina per posizioni estremiste. "Non accettiamo che Gallarate sia teatro di queste iniziative", ha dichiarato, ribadendo la necessità di contrastare ogni forma di discriminazione. Intanto, il generale Roberto Vannacci, vicesegretario della Lega, pur non essendo presente fisicamente, ha inviato un videomessaggio di sostegno al summit, definendolo "un importante appuntamento". "La reimmigrazione significa rimettere al centro i nostri cittadini", ha aggiunto, sostenendo che l’immigrazione abbia creato "precarietà" e che, di conseguenza, i migranti dovrebbero "tornare nei loro paesi d’origine".
La scelta di Gallarate come sede dell’evento ha suscitato polemiche, alimentate dal fatto che, nello stesso giorno, a Milano, è previsto un presidio più ampio, con la partecipazione di esponenti di rilievo della politica nazionale. Se da un lato il Remigration Summit riunisce figure vicine all’estrema destra continentale, dall’altro le proteste cercano di opporre una narrativa alternativa, basata sull’inclusione e sul rifiuto di qualsiasi deriva xenofoba




