A Gallarate il raduno dell’ultradestra europea, teatro blindato e proteste a Milano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nonostante i tentativi di depistaggio fino all’ultimo momento, il Remigration summit — l’incontro promosso dalle frange più radicali della destra europea — ha preso il via questa mattina alle 9 al teatro Condominio Vittorio Gassman di Gallarate, nel Varesotto. La location, tenuta volutamente segreta fino a poche ore prima, è stata comunicata ai partecipanti solo all’alba via email, insieme all’anticipo dell’orario: inizialmente previsto per le 14.30, l’evento è stato spostato in mattinata, probabilmente per evitare assembramenti polemici o azioni di disturbo.

Circondato da un imponente dispiegamento di forze dell’ordine, il teatro ha visto arrivare fin dalle prime ore circa quattrocento militanti, molti dei quali giunti dall’estero atterrando a Malpensa. Il summit, incentrato sulle politiche anti-immigrazione e sul controverso concetto di "remigrazione", ha riunito esponenti di diversi movimenti ultranazionalisti, sebbene gli organizzatori abbiano preferito non diffondere pubblicamente i nomi dei relatori.

A poche decine di chilometri di distanza, a Milano, una contro-manifestazione si prepara a contestare l’evento. Dalle 14.30, piazza San Babila ospiterà un corteo promosso da una settantina di associazioni, a cui hanno aderito, tra gli altri, la segretaria del Pd Elly Schlein e il leader della Cgil Maurizio Landini. L’obiettivo, dichiarano i promotori, è contrastare pubblicamente le tesi xenofobe e sovraniste che animano il raduno di Gallarate.

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