Remigration summit a Gallarate, il raduno dell’estrema destra che divide la politica

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il teatro Condominio di Gallarate, in provincia di Varese, potrebbe ospitare oggi il controverso Remigration summit, convegno organizzato da esponenti dell’ultradestra europea, che ha già scatenato aspre polemiche per i temi al centro del dibattito. L’evento, che promuove la cosiddetta "remigrazione" – un concetto che prevede il rimpatrio forzato non solo di immigrati irregolari, ma anche di cittadini stranieri regolari e dei loro discendenti – è stato definito dal Partito Democratico «un raduno di razzisti che inneggiano all’odio», mentre Matteo Salvini, leader della Lega, ha replicato: «Vietarlo sarebbe da regime sovietico».

Gallarate, città di poco più di 50 mila abitanti, si è ritrovata al centro di un acceso scontro politico. Il sindaco leghista Andrea Cassani, pur confermando la possibilità che l’incontro si tenga in un «impianto sportivo fuori provincia», non ha escluso che il teatro comunale possa essere la sede scelta, nonostante le proteste. Intanto, nella stessa giornata, Milano risponde con due presidi in piazza San Babila e Cairoli, organizzati da oltre 70 realtà tra associazioni, sindacati e partiti, per contrastare quello che viene considerato un evento xenofobo.

L’organizzazione del summit, che inizialmente avrebbe dovuto svolgersi nel pomeriggio, ha comunicato ai partecipanti un anticipo alle 9 del mattino, aggiungendo ulteriore incertezza sullo svolgimento. Negli ultimi giorni, inoltre, sono emersi dettagli che hanno alimentato le polemiche, come la segnalazione di un gesto simbolico – il rogo di un Corano – e la diffusione di menù a prezzi elevati, mentre gli Airbnb della zona sono stati prenotati in massa da chi parteciperà all’evento.

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