Taranto, il ministro Abodi rilancia: «Città per la preparazione olimpica»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Si sono spenti i riflettori sui XX Giochi del Mediterraneo, con la cerimonia di chiusura che ha consegnato idealmente il testimone a Pristina, sede dell'edizione 2030; eppure, per Taranto e per il suo territorio, l'eredità della manifestazione rappresenta solo il punto di partenza di un progetto ben più ambizioso. Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha subito tracciato la rotta del dopo-Giochi, annunciando un'idea che potrebbe ridefinire il ruolo del capoluogo jonico nel panorama sportivo nazionale e internazionale.

L'obiettivo dichiarato è quello di trasformare Taranto in un'area dedicata alla preparazione olimpica e paralimpica, un progetto che punta a valorizzare le strutture esistenti senza la necessità di realizzarne di nuove.

Un progetto diffuso per il dopo-Giochi

L'idea lanciata dal ministro Abodi, come riportato da alcune agenzie di stampa, si fonda su un concetto di "progetto sportivo diffuso sul territorio comunale", che trova la sua naturale collocazione negli impianti sportivi già protagonisti dei Giochi appena conclusi. Un patrimonio infrastrutturale, quello realizzato o riqualificato per l'evento, che ammonta a 275 milioni di euro di investimenti pubblici e che, come sottolineato dallo stesso Abodi, non deve essere inteso in maniera disarticolata ma collegato a un nuovo piano organico per la città.

Il ministro ha confermato di aver già avviato un confronto con il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, per gettare le basi di questo ambizioso progetto, che mira a rendere Taranto non solo un punto di riferimento per gli atleti italiani, ma anche per quelli provenienti da tutto il mondo.

I numeri di un successo organizzativo

La base su cui costruire questo futuro è rappresentata dal successo organizzativo dei Giochi, un risultato che ha visto il plauso unanime degli addetti ai lavori. Il commissario straordinario e presidente del Comitato organizzatore, Massimo Ferrarese, ha definito questa edizione come "la più bella di sempre", un giudizio suffragato dai numeri: 172.000 biglietti venduti, oltre 6.000 atleti e delegati ospitati e una macchina organizzativa che ha coinvolto migliaia di persone, dai volontari agli operatori dei media.

Un aspetto particolarmente elogiato è stata la gestione economica dell'evento, con il ministro Abodi che ha tenuto a sottolineare come i Giochi si siano chiusi "senza 1 euro di extra costi, senza neppure 1 giorno di ritardo rispetto al cronoprogramma e con un piccolo utile nel bilancio". Un unicum, a suo dire, che certifica l'eccellente lavoro della struttura commissariale guidata da Ferrarese.

Dalla cerimonia alla musica, lo sguardo al futuro

La cerimonia di chiusura, tenutasi allo Stadio Erasmo Iacovone, ha rappresentato il momento conclusivo di un'avventura durata due settimane, che ha visto l'Italia Team dominare il medagliere con un record storico di 224 podi. L'evento, dal titolo "Mediterraneo in Festa", ha visto la tradizionale sfilata delle 26 delegazioni e un momento di forte impatto simbolico con il passaggio della bandiera dei Giochi alla città di Pristina, in Kosovo, che ospiterà l'edizione del 2030.

Il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ha consegnato il testimone al sindaco di Pristina, Përparim Rama, mentre il primo vicepresidente del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo, Mehrez Boussayene, ha ufficialmente dichiarato chiusa la manifestazione. La serata è stata allietata da esibizioni musicali di artisti come Rossella Brescia, i Rockin'1000 e Serena Autieri, che hanno contribuito a creare un'atmosfera di festa e di commiato.

Un'eredità da gestire per il futuro della città

La sfida che attende ora Taranto è quella di saper gestire al meglio questa straordinaria eredità sportiva e urbanistica. Il ministro Abodi ha posto l'accento sulla necessità di un progetto armonico e organico che vada oltre il singolo evento, coinvolgendo anche la riqualificazione di altre aree come il centro storico, per far sì che lo sport diventi un volano di sviluppo duraturo.

Anche il commissario Ferrarese si è impegnato a restare vicino alle amministrazioni locali per garantire che gli impianti, realizzati in tempi record, continuino a vivere e a produrre benefici per la comunità. L'ipotesi di una "Città per la preparazione olimpica" sembra dunque la strada più concreta per trasformare le strutture dei Giochi in un centro di eccellenza permanente, capace di attrarre atleti, eventi e risorse per gli anni a venire.

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