Chiara Pellacani, poker d'oro agli Europei di Parigi: nessuno come lei nella storia dei tuffi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Chiara Pellacani ha scritto una pagina indelebile del nuoto italiano. L'azzurra, classe 2002, ha conquistato il quarto oro agli Europei di Parigi 2026 dominando la finale del trampolino da tre metri, un'impresa che nessun altro tuffatore era mai riuscito a realizzare in una singola edizione dei campionati continentali. Con un punteggio di 358.05 punti, la romana delle Fiamme Gialle ha letteralmente surclassato la concorrenza, siglando una performance che la consegna alla storia di questo sport e che conferma il suo straordinario momento di forma.

Una finale dominata dall'inizio alla fine

La finale del trampolino da tre metri non ha avuto storia. Pellacani ha condotto la gara con autorità, eseguendo una serie di tuffi di altissimo livello tecnico che hanno conquistato i giudici e il pubblico del Centre Aquatique de la Métropole du Grand Paris. La sua prova, iniziata con un solido 67.50, è cresciuta di intensità fino a toccare l'apice con un "triplo e mezzo avanti carpiato" valutato 79.05 punti. L'azzurra ha chiuso con un vantaggio di quasi 40 punti sulla prima inseguitrice, un margine che lascia poco spazio ai commenti.

La britannica Yasmin Harper ha dovuto accontentarsi dell'argento con 318.70 punti, mentre il bronzo è andato alla russa Nadezhda Trifonova, che gareggia come Atleta Neutrale, con 312.40 punti. Quarta piazza per l'altra italiana in gara, Elisa Pizzini, che ha chiuso a ridosso del podio con 306.25 punti, sfiorando una medaglia che avrebbe reso la serata ancora più memorabile per l'Italia.

Un record che supera Tania Cagnotto

Con questo successo, Chiara Pellacani è entrata di diritto nel pantheon dei tuffi azzurri, superando un record che sembrava destinato a resistere a lungo. La stessa Tania Cagnotto, icona indiscussa della disciplina, si era fermata a tre ori in una singola edizione degli Europei; la 23enne romana è invece riuscita a vincere quattro gare su quattro disputate a Parigi. Una superiorità che si è manifestata nel mixed team event, nel sincro misto dal trampolino di tre metri in coppia con Matteo Santoro, nel singolo dal trampolino di un metro e, infine, nella gara olimpica dei tre metri.

Un poker che nemmeno la più grande tuffatrice italiana aveva mai realizzato, e che proietta Pellacani in una dimensione internazionale di primissimo piano. "Sono contentissima e non mi sembra quasi vero", ha dichiarato la diretta interessata a caldo, nel tripudio del podio.

"Amo questo sport, voglio scrivere pagine di storia"

Le parole di Chiara Pellacani raccontano di un'atleta che vive ogni gara con una passione e una consapevolezza fuori dal comune, elementi che, probabilmente, costituiscono il segreto della sua ascesa. "I tre metri sono nel mio cuore e sono davvero contenta di come ho affrontato questa gara. Non pensavo tanto al risultato ma proprio alle mie sensazioni e come saltare sul trampolino", ha spiegato ai microfoni della Rai, sottolineando come l'aspetto mentale e la gestione delle emozioni stiano giocando un ruolo fondamentale nei suoi successi.

La tuffatrice, che vive e si allena da tempo negli Stati Uniti tra la Louisiana State University e la University of Miami, dove sta seguendo un corso di laurea in psicologia, ha aggiunto: "Amo questo sport e sto veramente dando tutto nella quotidianità. Mi auguro di scrivere ancora tante pagine di storia perché ci metto il cuore. Non penso ai record ma solo a vivere il momento e divertirmi: credo sia un mio punto di forza".

L'Italia del nuoto brilla a Parigi

La straordinaria performance di Pellacani è stata il fiore all'occhiello di una giornata comunque ricca di soddisfazioni per il movimento italiano. L'impresa della campionessa romana si inserisce in un contesto di risultati positivi che stanno proiettando l'Italia ai vertici del medagliere continentale. Un'eco importante arriva anche dalle dichiarazioni del suo allenatore, Tommaso Marconi, che ha rivelato un aneddoto significativo sulla mentalità della sua atleta: "Prima di arrivare qui, Chiara mi ha chiesto quale fosse il suo obiettivo. Le ho risposto che erano cinque medaglie d'oro.

Non è ancora finita, ma continuiamo a inseguirle". Un obiettivo ambizioso che testimonia la fame di vittorie e la voglia di continuare a stupire, magari già nei prossimi impegni. La spedizione azzurra si sta confermando competitiva in più fronti, con l'atleta delle Fiamme Gialle che si sta trasformando nel simbolo di una generazione vincente e pronta a guardare con fiducia al futuro.

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