Terremoto nel Catanzarese: due scosse a poche ore di distanza, nessun danno segnalato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La terra ha tremato più volte nel pomeriggio di oggi nell'area di Serrastretta, in provincia di Catanzaro, con una sequenza sismica che ha avuto il suo evento principale poco dopo le quindici. La scossa, la cui magnitudo è stata calcolata a 3.8 sulla scala Richter, ha avuto un ipocentro relativamente superficiale, a soli dieci chilometri di profondità, fattore che ne ha amplificato la percezione tra la popolazione residente. L'epicentro è stato localizzato nei pressi del comune catanzarese, un'area che, come buona parte della Calabria, è storicamente soggetta a una sismicità diffusa e talvolta significativa, memore degli eventi devastanti del passato.

La replica nel tardo pomeriggio

A distanza di sole quattro ore, precisamente alle diciannove e sedici, i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno registrato una nuova scossa, di magnitudo 2.9, con ipocentro a una profondità simile, circa undici chilometri. Questo secondo evento, classificabile come una replica dell'episodio principale, è stato chiaramente avvertito non solo nei centri più prossimi all'epicentro, ma anche in diverse località della Sila Piccola e in alcuni comuni della provincia di Cosenza, a dimostrazione di come l'energia rilasciata si sia propagata attraverso le strutture geologiche dell'Appennino calabrese.

Il monitoraggio delle autorità

Immediatamente dopo il terremoto delle 15:20, la Sala operativa della Protezione Civile regionale ha attivato i protocolli di prassi, entrando in contatto con i primi cittadini dei comuni potenzialmente interessati per una prima valutazione della situazione. Da questi riscontri, per fortuna, non sono emerse segnalazioni di danni a persone o a edifici, un dato che ha consentito di escludere, in quella fase, la necessità di interventi di soccorso straordinari. La normalità delle attività, dunque, non è stata interrotta, se non dalla comprensibile apprensione che simili eventi naturali, seppur di moderata entità, portano con sé.

Il quadro sismico regionale

La sequenza odierna si inserisce in un contesto tettonico complesso e vivo, dove il movimento delle placche e l'accumulo di stress lungo le faglie generano con una certa frequenza episodi simili. Se ne registrano molti, della stessa intensità o inferiore, che spesso restano avvertiti solo dagli strumenti; altri, come quello di oggi, raggiungono la percezione umana senza però superare la soglia del danno. Questa dinamica, del resto, caratterizza gran parte del territorio nazionale, richiamando costantemente l'attenzione sulla prevenzione e sulla sicurezza del costruito, temi che tornano alla ribalta ogni qualvolta il suolo si muove.

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