La Versilia piange i suoi ragazzi, amici da sempre e morti insieme all’Elba

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il dolore, quando si abbatte su una comunità piccola come quella della Versilia, assume i contorni di un silenzio assordante che solo la cronaca, suo malgrado, prova a raccontare. Due ragazzi di ventitré anni, Gabriele Seragini e Nicolò Guazzelli, hanno perso la vita nel tardo pomeriggio di venerdì sull’isola d’Elba, dove erano appena sbarcati per una meritata vacanza.

Il loro sogno di qualche giorno di spensieratezza si è infranto lungo via dell’Acquedotto a Marina di Campo, una strada che costeggia l’aeroporto della Pila, in uno schianto frontale tra lo scooter che avevano noleggiato e un’auto con a bordo una famiglia di turisti. L’impatto, per cause che i carabinieri delle stazioni di Portoferraio e di Campo nell’Elba stanno ancora vagliando, non ha lasciato scampo ai due giovani.

“Finalmente aveva trovato equilibrio”: la rinascita di Gabriele dopo il lutto

Gabriele, nato a Pietrasanta ma residente a Corvaia, frazione di Seravezza, viveva con il padre Riccardo e la sorella maggiore Sara. La sua vita era stata segnata profondamente nel 2014 dalla scomparsa della madre, una perdita che aveva messo a dura prova la sua giovane esistenza. Chi lo conosceva racconta di un ragazzo sensibile, capace di rialzarsi dopo essere caduto nel baratro del dolore; aveva finalmente trovato un equilibrio, una stabilità che gli permetteva di guardare al futuro con occhi diversi.

La sua seconda casa, in un certo senso, era la palestra di boxe di Stiava, dove si allenava come agonista, descritto dal suo maestro Niccolò Bresciani come un ragazzo solare e un talento puro. Non solo pugilato, però: Gabriele lavorava nel settore del marmo, un’occupazione che, insieme alla passione per lo sport e per gli amici, lo aveva rimesso in carreggiata dopo le stagioni trascorse a fare il bagnino.

Nicolò e il sogno del lavoro stabile: l’entusiasmo spezzato di una vita normale

Nicolò Guazzelli, nato all’ospedale di Massa ma cresciuto a Pietrasanta, condivideva con Gabriele non solo la stessa età, ma anche la stessa fame di riscatto. Dopo diverse estati passate in spiaggia a fare il bagnino, Nicolò era stato finalmente assunto con un contratto a tempo indeterminato in un’azienda di vernici, un traguardo che lo rendeva orgoglioso e che rappresentava per lui la base solida su cui costruire i propri sogni.

Era figlio di Luca, autista di scuolabus molto conosciuto nell’ambiente del calcio locale, tanto che il Seravezza Pozzi Calcio ha espresso pubblico cordoglio per la perdita del ragazzo, definendolo “un giovane che inseguiva la vita”. Nel tempo libero, la sua grande passione – condivisa appunto con Gabriele – era il tifo sugli spalti del torneo delle contrade di Pietrasanta, dove i due sostenevano con entusiasmo l’Africa-Macelli.

La partita in programma per la serata del disastro è stata immediatamente annullata, un segno di rispetto per due tifosi che non avrebbero più fatto ritorno sugli spalti.

Un’amicizia nata nella terra di Stazzema e cresciuta sui campi di calcio

Pur abitando in due comuni distinti, il destino di Gabriele e Nicolò era intrecciato fin dall’infanzia, legato a doppio filo alle radici dell’Alta Versilia, nel territorio di Stazzema. Non erano semplici compagni di merende: avevano giocato a calcio insieme, avevano condiviso le prime esperienze lavorative da bagnini, avevano viaggiato e sognato fianco a fianco. La loro storia era quella di tanti ragazzi di provincia, fatta di partite sul campetto, di motorini scassati e di serate a parlare del futuro.

L’incidente di venerdì ha rotto questo equilibrio in modo violento, lasciando i loro cari – le famiglie, gli amici di sempre e le rispettive contrade – con un vuoto incolmabile. I sindaci di Pietrasanta, Alberto Stefano Giovannetti, e di Seravezza, Lorenzo Alessandrini, hanno espresso la vicinanza delle amministrazioni, mentre la salma di uno dei due ragazzi è stata trattenuta all’obitorio di Portoferraio a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti del caso.

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