Elba, la vacanza appena iniziata finisce in tragedia: due 23enni morti nello scontro frontale tra scooter e auto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un entusiasmo che si è spento in una manciata di secondi, inghiottito dall'asfalto di via dell’Acquedotto a Portoferraio. Nicolò Guazzelli e Gabriele Seragini, entrambi di 23 anni, avevano appena messo piede sull’isola d’Elba quando la loro vacanza si è trasformata in una tragedia. Era il tardo pomeriggio di venerdì 12 giugno, e i due ragazzi, originari rispettivamente di Massa (ma residente a Pietrasanta) e di Seravezza (in provincia di Lucca), avevano superato da pochissimo lo sbarco dal traghetto.

L’idea, semplice e comune a tanti giovani in estate, era quella di raggiungere Campo nell’Elba a bordo di uno scooter a noleggio; un mezzo di libertà che, in circostanze ancora in fase di accertamento da parte dei carabinieri, si è rivelato letale. L’impatto frontale con un’auto, una Kia su cui viaggiava una famiglia di Novara composta da cinque persone (tra cui due bambini), è stato violento al punto da non lasciare scampo ai due amici, nonostante l’intervento immediato dei soccorsi.

La dinamica dell’impatto e i rilievi dei carabinieri

Secondo le prime e parziali ricostruzioni fornite dagli inquirenti, lo scooter stava percorrendo la strada in direzione di Marina di Campo quando, verosimilmente in prossimità di una curva, ha invaso la corsia opposta. Proprio in quel frangente, sopraggiungeva la vettura condotta dalla famiglia piemontese, la quale si stava dirigendo verso il porto per fare ritorno sulla terraferma.

L’impatto, avvenuto nei pressi della pista dell’aeroporto elbano, non ha lasciato scampo: uno dei due 23enni è deceduto sul colpo a causa dei traumi riportati, mentre il suo amico è stato trasportato d’urgenza in condizioni disperate verso l’area dell’aeroporto. L’elisoccorso regionale Pegaso 3 è atterrato nei pressi del luogo dello schianto, ma per il ragazzo non c’è stato nulla da fare; i sanitari non hanno potuto che constatarne il decesso poco dopo il trasferimento.

Sul posto, dove si è recato anche il sindaco di Campo nell’Elba, sono accorsi i mezzi della Misericordia, della Pubblica Assistenza e della Croce Rossa, mentre i carabinieri del nucleo radiomobile di Portoferraio hanno effettuato i rilievi del caso per cercare di ricostruire l’esatta sequenza degli eventi.

La Versilia sotto choc per la perdita dei due giovani

La notizia della morte di Nicolò e Gabriele si è diffusa rapidamente nelle comunità di Pietrasanta e Seravezza, dove i due ragazzi erano molto conosciuti e ben voluti. Se da un lato le indagini proseguono per chiarire eventuali responsabilità o cause accidentali (si vocifera della presenza di avvallamenti sull’asfalto che potrebbero aver fatto perdere il controllo del mezzo, anche se nessuna ipotesi è ancora stata confermata ufficialmente), dall’altro il dolore delle rispettive famiglie è palpabile.

Entrambi erano profondamente legati al proprio territorio: Nicolò, figlio di un autista di scuolabus molto attivo nell’ambiente sportivo locale (legato all’Asd Seravezza Pozzi Calcio), era un appassionato di calcio che giocava in una squadra amatoriale; Gabriele, invece, era considerato una vera promessa della boxe versiliese, un atleta di talento che si allenava con dedizione nella palestra di Stiava.

La loro scomparsa ha gettato nello sconforto non solo gli amici e i parenti, ma anche le realtà associative di cui facevano parte, tanto che il mondo del Carnevale di Pietrasanta ha annullato una partita del Torneo delle contrade in segno di lutto.

La vacanza spezzata e la famiglia di Novara illesa ma sotto choc

Se da una parte la Versilia piange i suoi figli, dall’altra il dramma ha coinvolto inevitabilmente la famiglia di Novara che viaggiava a bordo dell’auto. Composta da padre, madre, due bambini e la nonna, queste cinque persone sono miracolosamente rimaste senza gravi conseguenze fisiche; ciò nonostante, lo shock per quanto accaduto – assistere a uno scontro frontale di quella violenza – rimane indelebile. La loro vacanza all’Elba, che doveva concludersi con il rientro in terraferma proprio in quelle ore, si è trasformata in un incubo.

I soccorritori, dopo aver prestato le prime cure ai feriti (per i quali non si è reso necessario il ricovero in ospedale), li hanno affidati alle cure psicologiche del caso. Per Nicolò e Gabriele, invece, non c’è stato scampo. Le loro salme sono state trasferite all’obitorio di Portoferraio a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa dei nullaosta per la rimpatrio in Versilia, dove li attendono funerali che si preannunciano come un bagno di folla e dolore.

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