Processo a Ciro Grillo, la sentenza slitta a settembre: il pm chiede 9 anni per tutti

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La decisione di primo grado nel processo per violenza sessuale di gruppo che vede imputati Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia – i quattro giovani liguri accusati di aver aggredito una studentessa italo-norvegese e un’amica – non arriverà prima di settembre. Il tribunale di Tempio Pausania ha infatti fissato le prossime udienze dopo la lunga arringa dell’avvocato Mariano Mameli, difensore di Capitta, che ha occupato quattro ore di dibattimento.

Mancano ancora le repliche del procuratore Gregorio Capasso, il quale, durante la requisitoria, ha chiesto per tutti gli imputati una condanna a nove anni di reclusione. Dovranno prendere la parola anche i legali delle parti civili e il pool degli avvocati difensori, prima che il giudice possa ritirarsi in camera di consiglio.

Il procedimento, seguito con attenzione dai media per la notorietà degli accusati – figlio incluso del fondatore del Movimento 5 Stelle – si è protratto tra rinvii e approfondimenti, senza che finora emergessero svolte decisive. Le accuse, che risalgono a fatti avvenuti nel 2019, hanno riacceso il dibattito sui casi di violenza di gruppo, spesso caratterizzati da iter giudiziari complessi.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.