Processo a Ciro Grillo, slitta la sentenza per la tragedia del giudice Contu

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’aula del tribunale di Tempio Pausania, che avrebbe dovuto emettere ieri il verdetto nel processo a carico di Ciro Grillo e di altri tre giovani imputati di violenza sessuale, è rimasta silenziosa. L’udienza, attesa con forte tensione, è stata annullata a causa di un lutto improvviso e devastante che ha colpito il presidente della corte, il giudice Marco Contu. Suo figlio, un ventiduenne il cui nome non è stato reso noto per rispetto della privacy familiare, ha perso la vita a Roma in un tragico incidente, investito da un convoglio della metropolitana nel primo pomeriggio di martedì.

La notizia, che si è diffusa in pochi minuti tra gli addetti ai lavori presenti in palazzo di giustizia, ha immediatamente fatto comprendere l’inevitabilità di un rinvio. La camera di consiglio, prevista per le dieci e trenta, è stata dunque cancellata, lasciando spazio a un clima di profonda costernazione e solidarietà umana per il magistrato, la cui vita privata è stata sconvolta da una perdita così crudele e inattesa.

La decisione di fissare la nuova data per la lettura della sentenza al 22 settembre, presa dalla presidente ad interim del collegio, ha però acceso un’ulteriore polemica. Alcuni, tra cui parti dell’accusa e della difesa, hanno espresso perplessità sulla scelta di un termine così ravvicinato, ritenendo che un lasso di tempo maggiore avrebbe potuto essere più consono per consentire al giudice Contu un necessario periodo di distacco dalla vicenda giudiziaria.

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