Il dramma del giudice Contu e il rinvio del processo a Ciro Grillo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’aula del tribunale di Tempio, dove era attesa per le dieci di ieri mattina la sentenza nel processo per violenza sessuale a carico di Ciro Grillo e di tre suoi amici genovesi, è rimasta silenziosa. I giudici, il cui ingresso era previsto per quell’ora, non si sono presentati, mentre tra gli avvocati e i presenti iniziavano a circolare, seppur a bassa voce, notizie confuse su una tragedia improvvisa. La conferma ufficiale, giunta dopo alcuni minuti di attesa carica di suspense processuale, ha fatto emergere la gravità dell’accaduto: il presidente del collegio giudicante, il magistrato Marco Contu, era stato colpito da un lutto familiare devastante.

Il figlio ventiduenne del giudice, Pietro Contu, ha infatti perso la vita a Roma nel pomeriggio di martedì, investito da un treno della linea B1 della metropolitana in transito. Le dinamiche dell’evento, che le indagini stanno ancora approfondendo, lasciano intendere la volontà del giovane di porre fine alla propria esistenza. Un gesto estremo, la cui motivazione profonda rimane, e forse rimarrà per sempre, un mistero insondabile per la sua famiglia e per tutti coloro che lo conoscevano.

Di conseguenza, l’udienza decisiva per il processo che vede imputati il figlio dell’ex comico Beppe Grillo e gli altri giovani, accusati di aver abusato di una studentessa italo-norvegese diciannovenne durante una notte dell’estate 2019 in Sardegna, è stata immediatamente rinviata. La nuova data fissata dal tribunale è il 22 settembre, alle ore 10.30, una scelta dettata non da mere esigenze di calendario ma da un rispetto umano elementare verso un magistrato che, in queste ore, deve affrontare un dolore incommensurabile.

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