Roma dice addio a Nicola Pietrangeli, al Foro Italico l'ultimo saluto alla leggenda

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una mattina carica di memoria e di emozione, quella di oggi al Foro Italico, dove il silenzio rispettoso della camera ardente è stato rotto solo dai ricordi di chi ha voluto bene a Nicola Pietrangeli. Il feretro del grande campione, scomparso a 92 anni, è stato accolto sul campo che porta il suo nome, un ultimo, significativo passaggio voluto dallo stesso tennista e rispettato dai familiari. Un picchetto d’onore dei Carabinieri, schierato all’ingresso, ha reso il dovuto omaggio a una delle figure più emblematiche dello sport del Novecento, il cui sorriso scanzonato e l’indole irriverente hanno segnato un’epoca ben al di là dei confini della terra battuta.

Le parole di un figlio e il ricordo di una vita

Tra i primi a parlare, ai giornalisti radunati, è stato Marco Pietrangeli, uno dei figli, che ha voluto sgombrare il campo da qualsiasi ombra: “Il tennis italiano gli ha dato tanta soddisfazione, checché se ne dica”, ha affermato, chiudendo con fermezza un discorso che spesso, nel tempo, aveva preso altre strade. “Siamo piacevolmente stupiti dall’affetto”, ha proseguito, descrivendo un uomo che “sino alla fine è stato scanzonato, ironico, dissacrante come sempre”. Un ritratto, il suo, che non lascia spazio al lamento ma tratteggia piuttosto il profilo di un personaggio che ha vissuto con leggerezza e profondità allo stesso tempo, attraversando decenni di storia sportiva e non solo.

Il dolore privato di Licia Colò e un addio in musica

Tra i volti noti presenti, una Licia Colò visibilmente provata ha condiviso il suo personale addio, rivelando un dettaglio che racchiude l’essenza dell’uomo: “È uscito a modo suo, con ‘My Way’ ci ha fatto piangere, mentre lui sicuramente in questo momento riderà”. Quella canzone, scelta per l’estremo saluto, non è stata un mero accompagnamento ma una dichiarazione di filosofia di vita, il sigillo su un’esistenza condotta seguendo una personale e inconfondibile melodia. La conduttrice, che con Pietrangeli condivise un importante capitolo della propria vita, ha parlato di un “grande vuoto” ma anche di una discendenza, una “nipotina meravigliosa”, e di una storia che, per sua natura, è destinata a non svanire nell’oblio.

Dalla camera ardente ai funerali privati

Dopo la pubblica commemorazione nello stadio del Foro Italico, il percorso si è spostato verso una dimensione più intima. La salma è stata infatti trasferita presso la chiesa di Santa Maria della Gran Madre di Dio, a Ponte Milvio, dove si sono tenuti i funerali in forma strettamente privata, riservati alla famiglia e agli amici più cari. Un passaggio, questo, che ha chiuso il cerchio di una giornata sospesa tra il ricordo collettivo di una nazione e il cordoglio riservato di chi ha perso un padre, un nonno, un compagno di vita. La città di Roma, che gli ha dedicato uno dei suoi templi dello sport, ha così accompagnato l’ultimo volo di un suo campione.

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