I funerali di Nicola Pietrangeli, la camera ardente al Foro Italico nel campo che porta il suo nome

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Redazione Sport Redazione Sport   -   I funerali di Nicola Pietrangeli, la leggenda del tennis italiano scomparsa lunedì all'età di novantadue anni, saranno celebrati mercoledì 3 dicembre. La famiglia, rispettando un desiderio che lo stesso campione aveva espresso con la sua nota ironia, ha disposto che una camera ardente venga allestita al Foro Italico, in un luogo dal valore profondamente simbolico: il Campo Pietrangeli. Quel terreno di gioco, che ne porta il nome, è stato infatti teatro di alcune delle sue imprese più memorabili, incarnando un pezzo di storia non solo sportiva ma anche emotiva del nostro Paese. L'apertura al pubblico di quello spazio vuole essere un'opportunità per chiunque, tifoso o semplice cittadino, di rendere un ultimo omaggio a una figura che ha saputo conquistare il cuore degli italiani, prima con i suoi successi e poi con la sua lunga e affabile presenza.

L'affetto del mondo della racchetta

La notizia della scomparsa di Pietrangeli, giunta nella giornata di lunedì, ha immediatamente raccolto un coro di cordoglio unanime, che ha travalicato i confini del tennis per investire l'intero mondo dello sport. Un'ondata di commozione, in particolare, ha investito i tennisti azzurri di diverse generazioni, molti dei quali sono cresciuti considerando il due volte vincitore della Coppa Davis come un fondamentale punto di riferimento. Dai colleghi della sua epoca, come Adriano Panatta e Paolo Barazzutti, fino ai rappresentanti attuali del movimento, quali Lorenzo Musetti e Fabio Fognini, senza dimenticare le campionesse come Flavia Pennetta, Francesca Schiavone e le altre, il ricordo si è declinato in messaggi personali carichi di stima e affetto. A questi si sono uniti, a sottolineare la statura internazionale del personaggio, anche voci di grande prestigio come quella del campione spagnolo Rafael Nadal, oltre a quella del presidente della Federazione Italiana Tennis, Angelo Binaghi.

Il ricordo delle istituzioni e del mondo sportivo

Le reazioni non si sono limitate alla cerchia degli sportivi, estendendosi anche alle massime cariche dello Stato. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto evidenziare come “i suoi successi sportivi, la sua umana simpatia, gli hanno procurato l'affetto di tanti italiani, sportivi e non”, sintetizzando in poche parole il legame speciale che Pietrangeli è riuscito a creare con il pubblico. Sul fronte delle istituzioni sportive, il presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Luciano Buonfiglio, ha diramato l'invito a osservare un minuto di silenzio in tutte le manifestazioni sportive nazionali, un tributo formale ma sentito a un uomo che ha dato lustro allo sport italiano. Nel frattempo, le emittenti televisive hanno iniziato a programmare speciali e approfondimenti dedicati alla sua figura, a riprova di come la sua eredità sia percepita come materia viva e narrativa.

La memoria di un'amicizia e di un passaggio di testimone

Tra i molti interventi pubblici, quello di Adriano Panatta ha assunto un tono particolarmente intimo e rivelatore. In un collegamento televisivo, Panatta ha ricordato non solo la profonda amicizia che li legava, ma anche il curioso intreccio dei loro destini sportivi. “Alla mia nascita lui era un diciassettenne che giocava al Tennis Parioli ed era già una promessa”, ha raccontato, delineando quasi un ideale passaggio del testimone che si è concretizzato negli anni successivi. Quel “cambio della guardia”, come lui stesso lo ha definito, è stato uno dei momenti cruciali della storia del tennis italiano, segnato dal rispetto reciproco e da una continuità di valori. Anche in questa occasione, Panatta ha voluto rievocare un aneddoto dell'ultimo incontro, rimarcando con un'espressione affettuosa e diretta la vitalità che Pietrangeli ha conservato fino all'ultimo: “Alzati dal letto”, gli disse, in una frase che racchiude tutto il carattere di un uomo vissuto con passione.

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