Il sindaco Manfredi parla di “festa, sport e orgoglio” ma la cronaca della tappa del Giro a Napoli vive sulla caduta e sulla volata di Ballerini
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Redazione Sport
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Napoli, piazza del Plebiscito, si trasforma nel palcoscenico conclusivo della sesta frazione del Giro d’Italia, la Paestum-Napoli di 141 chilometri. Il sindaco Gaetano Manfredi, in una nota diffusa al termine della tappa, ha parlato di «una giornata di festa, sport e orgoglio», aggiungendo un «sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito con dedizione e professionalità all’organizzazione della tappa partenopea». Eppure, a raccontare davvero la giornata – al di là delle doverose dichiarazioni del primo cittadino – sono stati due episodi distinti e solo in parte preventivabili: una caduta avvenuta all’interno dell’ultimo chilometro, in curva su via Acton, e la volata che ne è scaturita, vinta da un italiano.
Quell’italiano, va detto, si chiama Davide Ballerini, classe 1994, nativo di Cantù, in forza alla XDS Astana Team. Per lui, che di mestiere spesso fa il gregario, il traguardo di piazza Plebiscito rappresenta il primo successo assoluto in un Giro d’Italia, nonché la prima affermazione italiana nella 109ª edizione della Corsa Rosa. Una carriera, la sua, che finora annoverava vittorie di profilo minore – una “Bernocchi”, un Memorial Pantani – e nessun alloro di questa portata. Ballerini, schivata la caduta che ha scomposto il gruppo nel finale, ha regolato in volata il belga Jasper Stuyven (Soudal Quick Step), mentre al terzo posto si è piazzato Paul Magnier, l’attuale maglia ciclamino.
La caduta nell’ultimo chilometro e il gruppo frazionato
L’episodio che ha cambiato la fisionomia della tappa, a ben vedere, è accaduto proprio quando i velocisti si preparavano alla consueta resa dei conti. Una caduta all’interno dell’ultimo chilometro – lungo il rettilineo che immette in piazza Plebiscito passando per via Acton – ha spezzato il plotone in più tronconi, costringendo molti favoriti a rinunciare alla bagarre. Non è un caso, in questo contesto, che l’ordine d’arrivo premi corridori abili nel leggere le traiettorie e nel mantenere l’equilibrio nel caos: alle spalle di Ballerini, infatti, si piazzano Stuyven e Magnier (entrambi della Soudal Quick Step), quindi Jensen Plowright (Alpecin Premier Tech), Ben Turner (Netcompany INeos), Alec Segaert (Bahrain Victorious), Luca Mozzato (Tudor Pro Cycling Team), Filippo Magli (Bardiani CSF 7 Saber), Enrico Zanoncello (Bardiani CSF 7 Saber) e Casper van Uden (Team Picnic PostNL).
Classifica generale invariata, domani il primo arrivo in salita
Nonostante la caduta e la conseguente selezione, la classifica generale non ha subito scossoni tali da modificare le gerarchie. Resta al comando il portoghese Afonso Eulálio (Bahrain Victorious), tallonato da Igor Arrieta (UAE Team Emirates XRG) a 2’51” e da Christian Scaroni (XDS Astana Team) a 3’34”. Più staccati, ma sempre in zona nobile, figurano Andrea Raccagni Noviero (Soudal Quick Step) a 3’39”, Johannes Kulset (Uno X Mobility) a 5’17” e quindi Giulio Ciccone (Lidl Trek), Jan Christen (UAE Team Emirates XRG), Florian Stork (Tudor Pro Cycling Team), Egan Bernal (Netcompany INEOS) e Thymen Arensman (Netcompany INEOS), tutti racchiusi in un margine che oscilla tra i 6’12” e i 6’18”. Domani, va ricordato, il Giro cambierà volto: prima arrivo in salita di questa edizione, con la salita del Blockhaus (1.665 metri) che metterà alla prova le ambizioni dei capitani.
Ballerini, un successo nato dall’istinto e da un’evitata caduta
Quello di Ballerini, a ben guardare, è un successo che sa di miracolo sportivo più che di pronostico rispettato. Il corridore comasco, scampato per un soffio alla caduta che ha falcidiato diversi rivali, ha trovato lo spazio per lanciare la sua volata e ha tenuto a bada Stuyven, ben più accreditato in una conclusione di questo tipo. Nessun legame familiare – si tenga presente – con il compianto Franco Ballerini, il celebre vincitore della Parigi-Roubaix scomparso prematuramente. E nessuna certezza, fino a ieri mattina, che potesse essere proprio lui a regalare all’Italia la prima gioia di questo Giro 2026. Invece, nella mischia di Napoli, ha ballato Ballerini.




