Ballerini sbuca dal caos di piazza del Plebiscito e regala all’Italia la prima vittoria al Giro

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nel tripudio disordinato di una volata diventata improvvisamente un’apnea collettiva, quando il pavé bagnato di piazza del Plebiscito ha trasformato l’ultima curva in una trappola per favoriti, è spuntato l’urlo azzurro che mancava da centinaia di chilometri. Davide Ballerini, trentunenne di Cantù in forza alla XDS Astana Team, ha scritto il proprio nome nell’albo d’oro della centonovesima edizione del Giro d’Italia aggiudicandosi la sesta tappa, la Paestum-Napoli di 141 (o 142, secondo i bollettini ufficiali) chilometri sostanzialmente pianeggianti. Lui, che aveva ammesso proprio nelle ore successive al traguardo di inseguire quel momento da anni, ha preceduto sul filo di lama Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step) mentre il gruppo dei velocisti, falcidiato da una caduta generata dall’insidia del fondo cittadino, si disintegrava alle sue spalle.

L’incidente sul finale e lo sprint deciso da un’apertura inaspettata

La frazione, scivolata via per larghi tratti senza particolari scossoni – il tempo, a differenza della vigilia, aveva risparmiato il plotone dalla pioggia battente – aveva visto qualche timido tentativo di fuga prontamente ricucito da un gruppo che non intendeva concedere spazio a sorprese. Poi, l’ultima curva. È lì, sul selciato di piazza del Plebiscito, che la corsa si è spezzata: una caduta collettiva ha coinvolto i principali candidati alla vittoria parziale, e tra corpi che scivolavano e biciclette che sbandavano, Ballerini ha trovato quella traiettoria pulita che nessuno aveva previsto. Lo sprint che ne è seguito, cortissimo e nervoso, lo ha visto imporsi con un margine minimo su Stuyven, mentre il terzo gradino del podio è andato a Paul Magnier (anch’egli Soudal Quick-Step).

Ballerini, il primo italiano a trionfare nell’edizione 2026

Per il lombardo, cresciuto nelle giovanili tra Lombardia e Veneto prima di approdare al professionismo, si tratta del primo successo stagionale ma, soprattutto, del primo sigillo italiano in questa Corsa Rosa. Un dato, quest’ultimo, che assume un peso specifico notevole se si considera l’andamento delle tappe precedenti, dominate da stranieri. “Da anni inseguivo questo momento”, avrebbe confessato a caldo il diretto interessato, e le sue parole rimandano a una carriera costellata di piazzamenti e di occasioni sfumate, ora riscattate nel caos più totale. La maglia rosa, intanto, resta saldamente sulle spalle di Eulalio – il quale ha concluso la tappa senza patemi, protetto dal treno della sua squadra – mentre la classifica generale non ha subito scossoni degni di nota.

L’entusiasmo popolare e il passaggio in costiera salernitana

Prima del finale convulso, la carovana rosa aveva attraversato la fascia costiera salernitana regalando un pomeriggio di festa a migliaia di residenti: questi si sono riversati sul Lungomare Colombo, su quello Marconi e nei quartieri Mercatello, Pastena e Torrione per vedere sfrecciare il serpentone multicolore. A piazza della Concordia, dove la pubblicità del Giro ha sostato, e a piazza della Libertà la folla ha tributato un’ovazione al passaggio dei corridori, consapevole che una tappa di pianura come quella di Napoli può regalare spettacolo solo negli ultimi, indecifrabili metri. Così è stato. E Ballerini, da comparsa insospettabile, si è preso la scena.

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