Giro d’Italia, la Campania raddoppia: Napoli sfida il tempo e il basolato di piazza del Plebiscito
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Redazione Sport
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Giovedì 14 maggio la carovana rosa farà il suo ingresso in Campania, e lo farà con un copione in parte riscritto rispetto agli ultimi cinque anni. La sesta tappa della 109esima edizione, sviluppata su 141 chilometri che legano i templi di Paestum, a Capaccio, al cuore monumentale di Napoli, consegnerà ai corridori un traguardo inedito: non più il consueto rettilineo sul lungomare, bensì il basolato di piazza del Plebiscito, una cornice che mancava all’appello dal lontano 1979, quando fu Francesco Moser – allora in maglia rosa – a imporsi sotto lo sguardo dei palazzi borbonici.
A promuovere l’arrivo partenopeo è la Città Metropolitana di Napoli, affiancata quest’anno dalla Regione Campania, con un ruolo di rilievo assegnato al sostegno della frazione iniziale nel salernitano. L’amministrazione regionale ha infatti voluto puntare su Paestum e sul suo patrimonio archeologico, trasformando la partenza in un viaggio nella Magna Grecia prima che gli atleti affrontino lo strappetto al 4% di via Cesario Console, ultimo vero ostacolo prima dell’abbraccio del colonnato della Basilica di San Francesco di Paola.
L’effetto domino sul territorio: scuole chiuse e mobilità ridisegnata
La presenza della corsa rosa – per la quinta volta consecutiva in città – ha imposto una riorganizzazione logistica non indifferente. La provincia di Napoli ha disposto la chiusura degli istituti scolastici in numerosi comuni, una decisione presa per agevolare la viabilità e contenere i disagi dovuti al transito del plotone e alla chiusura temporanea di arterie centrali. L’elenco completo delle municipalità interessate è stato reso pubblico dagli uffici competenti, con l’obiettivo di consentire alle famiglie di organizzarsi per l’intera giornata del 14 maggio.
La Calabria si tiene stretta la maglia rosa (anche quella giovane)
Se Napoli si prepara a scrivere il proprio capitolo, la Calabria annuncia un’estensione del proprio legame con il grande ciclismo. Dopo le due tappe del Giro d’Italia che attraverseranno la regione, quest’ultima ospiterà anche la partenza del Giro Next Gen 2026, la competizione di riferimento per i talenti Under 23, in programma dal 14 al 21 giugno. L’annuncio – arrivato durante una conferenza stampa nella Cittadella regionale di Catanzaro – ha messo in luce una strategia chiara: usare il ciclismo come vetrina internazionale, sfruttando la scia della Corsa rosa per valorizzare anche il proprio entroterra.
Un’emozione che viene da lontano
Il ritorno del traguardo in piazza del Plebiscito non è solo un dettaglio tecnico, ma un salto indietro di 47 anni. Nel 1979, fu proprio lì che Moser sigillò una tappa memorabile, tra il falsopiano che domina il golfo e le ali di una folla che oggi, come allora, si prepara a riempire gli spazi tra il Palazzo Reale e la chiesa di San Francesco di Paola. I corridori, giovedì, ripercorreranno quegli stessi metri di pavè, con una differenza non secondaria: il contesto è mutato, la competitività del gruppo è cambiata, ma l’immagine delle ruote che sfrecciano sul basolato resta una delle più potenti che l’organizzazione potesse regalare agli appassionati.




