Il Giro d’Italia torna a Napoli, e la carovana rosa si prepara allo sprint sul filo del basolato
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Redazione Interno
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Il Giro d’Italia, la più importante manifestazione dello sport italiano a costo zero per lo spettatore, si trova oggi metaforicamente ai piedi di una Napoli cordiale da Grand Tour, non tronfia né sbruffona. E se è vero, come sarà vero nel corso di questa sesta tappa, che la Corsa Rosa arriva nel capoluogo campano per il quinto anno consecutivo – un lusso che mancava dai tempi dei bisnonni negli anni Trenta e dei nostri gioiosi anni Sessanta – lo sprint conclusivo che attende i corridori si preannuncia carico di tecnica e adrenalina. La frazione, in programma giovedì 14 maggio, muove i pedali da Paestum per svilupparsi su un tracciato di 142 chilometri costeggiando il mare, offrendo un quadro quasi idilliaco prima che la tensione salga alle stelle nelle battute finali.
Un percorso che tradisce le attese, tra Gpm minori e insidie cittadine
Nonostante il profilo altimetrico lasci presagire una giornata di relativa tranquillità per gli uomini di classifica, i dettagli del percorso impongono il massimo della concentrazione. L’unica asperità degna di nota è rappresentata dalla salita di Cava de’ Tirreni, un quarto categoria che si scalda a partire dal chilometro 40,1: una breve ascesa, certo, ma sufficiente per alimentare i sogni di gloria di qualche fuggitivo di giornata. Superato questo scoglio, e dopo aver attraversato l’entroterra tra Nola e Afragola, la carovana affronta l’ingresso nel tessuto urbano di Napoli. Ed è proprio qui, nei pressi del porto, che la calma apparente lascia spazio al caos organizzato: una sequenza di curve, la prima delle quali a sinistra a soli 650 metri dal traguardo, immette i corridori nel vivo dell’azione.
Il finale sul pavé di via Acton, l’incognita che esalta i velocisti puri
Il cuore dell’insidia batte sulla leggera ascesa di via Acton, un tratto in pendenza che sfiora il 4% di pendenza e dove l’asfalto lascia spazio al caratteristico basolato napoletano. In questo frangente, la tenuta delle gomme e la capacità di leggere la traiettoria diventeranno un fattore discriminante: chi arriverà in quella curva fuori posizione, rischiando di perdere la ruota dei treni lanciati, difficilmente potrà rientrare in gioco per la volata regale. Superate le ultime due curve a destra, lo sguardo si apre improvvisamente su Piazza del Plebiscito, un rettilineo di otto metri di larghezza che, per quanto affascinante, presenta un fondo in pavé che richiede ai velocisti potenza esplosiva e una sensibilità rara nel dosare la forza.
Magnier a caccia del tris, Milan in cerca del primo acuto
In questo teatro di corsa che esalta i puri sprinter, la vigilia indica un duello serrato a colpi di accelerazione. Paul Magnier, il velocista francese della Soudal Quick-Step, arriva a questo appuntamento forte delle due vittorie già messe in cascina in Bulgaria; il suo obiettivo è evidentemente quello di firmare la terza tappa personale, consolidando ulteriormente la leadership nella classifica a punti. A dargli la caccia, con la fame di chi non ha ancora raccolto ciò che merita, ci sarà Jonathan Milan: il gigante friulano della Lidl-Trek, reduce da qualche delusione nelle frazioni precedenti, vuole riscattare un avvio di Giro al di sotto delle aspettative personali. Nella mischia, pronti a inserirsi al momento giusto, non mancheranno altri "jet" del calibro di Dylan Groenewegen, il veltro olandese capace di trovare spazi inesistenti, oltre a Tobias Lund Andresen e al nostro Matteo Malucelli.




