Il Giro d’Italia 2026 parte dalla Bulgaria: a Nessebar si decide la prima maglia rosa, Milan il grande favorito dei bookmaker
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Redazione Sport
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È il momento della verità, quel giorno che gli appassionati aspettano da mesi, e finalmente i rulli sono fermi, le valigie sono state stipate nei pullman delle squadre, e i 184 corridori al via – un numero che testimonia la salute del movimento – si preparano ad affrontare la prima delle tre tappe bulgare. La 109esima edizione della Corsa Rosa prende il via oggi, venerdì 8 maggio, da Nessebar, l’antica città patrimonio dell’unesco affacciata sul Mar Nero, per concludersi dopo 147 chilometri a Burgas, la quarta città del Paese. Un percorso che i tecnici definiscono “pianeggiante”, ma che cela qualche insidia: due giri di un circuito di 22 chilometri nei dintorni di Sozopol, con due passaggi sul Cape Agalina (quarta categoria, l’unico Gpm di giornata), e poi il rientro lineare verso il traguardo. Una tappa, quindi, che sulla carta è il pranzo di lusso dei velocisti puri, anche se il vento che spesso spira lungo la costa o qualche scatto improvviso di un “fuggitivo” potrebbero sempre stravolgere i piani della massa.
Il verdetto dei bookmaker e lo stato di forma dello sprinter friulano
Se si chiede un parere agli operatori del gioco, quelli che ci mettono la faccia e i numeri, il discorso è chiuso prima ancora di cominciare. Jonathan Milan, il friulano della Lidl-Trek, è il grande favorito, proposto a una quota che sfiora la scommessa a senso unico (2.00 secondo le agenzie specializzate). Non è un azzardo, ma il frutto di statistiche inoppugnabili: Milan arriva in Bulgaria forte di sei vittorie stagionali, una scia lunga che parte dalla conquista della maglia verde al Tour de France 2025 - lui che viene dalla pista, con un oro olimpico a Tokyo e due mondiali nell’anello chiuso - e che lo ha trasformato nel cannoniere principale del plotone. Il suo treno, composto tra gli altri da Simone Consonni e Max Walscheid, è una sorta di locomotiva perfettamente oliata; se lo lanciano al momento giusto, negli ultimi 300 metri di quel rettilineo leggermente in salita (largo 8 metri, ultima curva a 300 metri dalla conclusione), diventa quasi impossibile non vederlo alzare le braccia al cielo.
Il poker degli inseguitori: Magnier, Groenewegen e le insidie degli abbuoni
Tuttavia, sarebbe riduttivo consegnare la prima maglia rosa già in partenza, perché il lotto degli “altri” è agguerrito e affamato. Alle spalle del favorito, le agenzie di quotazione allineano il francese Paul Magnier (Soudal Quick-Step) a 4.50 e l’olandese Dylan Groenewegen (Unibet Rose Rockets) a 5.00. Magnier, classe 2003, cerca la consacrazione assoluta dopo le 19 vittorie della scorsa stagione; Groenewegen, dal canto suo, arriva con quattro successi già in tasca nel 2026 e la voglia di dimostrare che l’esperienza paga. C'è poi una variabile tecnica, spesso trascurata dai profani ma fondamentale per gli addetti ai lavori, che riguarda il cronometro. Il traguardo di Burgas assegna i tradizionali abbuoni (10, 6 e 4 secondi), ma durante la tappa è posizionato il “Red Bull Km”: un traguardo intermedio che regala 6, 4 e 2 secondi rispettivamente ai primi tre. Posto a circa 35 chilometri dal traguardo, questo sprint volante potrebbe generare un paradosso affascinante: non è scontato che chi taglia per primo il traguardo a Burgas indossi quella sera la maglia rosa, perché un secondo classificato in volata potrebbero avere un bottino di abbuoni (4+6) superiore a quello del vincente, che si ferma a 10.
I precedenti decennali e il valore della prima frazione bulgara
C'è poi un dato che aleggia nell’aria, una sorta di pressione psicologica che il gruppo italiano si porta sulle spalle da quasi un decennio. Dal successo di Vincenzo Nibali nel 2016, l’albo d’oro del Giro è diventato un territorio straniero per i colori azzurri; un vuoto che ha toccato picchi di negatività assoluta in edizioni come quelle del 2017 e del 2025, dove i ruoli di rilievo sono stati appannaggio quasi esclusivo dei corridori stranieri. In questo presente, il tentativo di ricostruzione passa inevitabilmente anche attraverso la figura di Milan, se non nella generale (dove pesano altri nomi come Jonas Vingegaard, in corsa per la tripla corona), almeno nelle tappe frazionistiche. La partenza da Nessebar - località balneare famosa per le sue spiagge - ha un significato logistico non da poco: è il preludio a tre giorni in Bulgaria prima del rientro in Italia, ma per i velocisti rappresenta il primo, irripetibile, capitolo di una classifica a punti che si preannuncia combattuta. I 147 chilometri, con un dislivello totale di appena 900 metri, non selezioneranno certo la classifica generale, ma decreteranno chi avrà il coraggio e la potenza per imporsi nella prima battaglia. E chissà che la storia, come spesso accade nel ciclismo, non riservi la sorpresa di un attacco lontano o di una caduta meccanica a spaccare il sogno dei battistrada.




