Il Giro d'Italia 2026 in Bulgaria e Calabria, l'edizione delle sorprese
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Redazione Sport
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L'atmosfera carica di aspettativa all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone a Roma, dove è stata svelata la 109esima edizione del Giro d'Italia, ha restituito un percorso che intreccia, con ambizione, richiami alla storia e nuove geografie. La scelta della partenza, che segue la scia del successo albanese del 2024, segna un ulteriore passo verso oriente: il via sarà dato infatti in Bulgaria, a Nessebar, antica città sul Mar Nero, in un contesto mai esplorato prima dai grandi giri. Le prime tre tappe, che disegneranno un tracciato dal mare alle montagne interne fino alla capitale Sofia, rappresentano un tentativo di ampliare gli orizzonti della Corsa Rosa, portandola nel cuore dei Balcani. La presentazione odierna, curata nei dettagli da Rcs Sport, ha confermato anche il ritorno in Calabria, regione assente dal Giro da quattro anni, con due frazioni che ne percorreranno il territorio.
Il doppio appuntamento nel sud Italia
Il percorso, dopo l'approdo in Italia, si svilupperà verso sud con un doppio appuntamento in terra calabra. La quarta tappa, in programma per il 12 maggio, collegherà Catanzaro a Cosenza, partendo dalla costa ionica e dirigendosi verso il Tirreno. Una frazione, questa, che promette di coniugare il fascino dei paesaggi costieri con le asperità dell'entroterra. La seconda tappa in regione, Praia a Mare-Potenza, sebbene abbia il traguardo in Basilicata, avrà il suo cuore pulsante in Calabria, partendo dalla costa tirrenica. Un ritorno atteso, quello nel meridione, che arricchisce il mosaico di un Giro concepito per offrire continui cambi di scena, i quali, inevitabilmente, influenzeranno le gerarchie generali.
La sfida del Giro Women e il finale in Piemonte
Contemporaneamente, è stato delineato anche il tracciato del Giro d'Italia Women, la cui maglia rosa sarà assegnata a Saluzzo, in Piemonte. La città ai piedi del Monviso ospiterà partenza e arrivo dell'ultima frazione in calendario per domenica 7 giugno, anche se i verdetti finali potrebbero essere già scritti il giorno prima. La tappa decisiva, infatti, è attesa per sabato 6 giugno, sul percorso Rivoli-Sestriere, che includerà l'ascesa sterrata del Colle delle Finestre: un muro che, senza dubbio, selezionerà le candidate alla vittoria finale. Un finale di altissimo profilo, dunque, che colloca le montagne piemontesi al centro della narrazione ciclistica femminile.
Un percorso che punta sulla varietà
La struttura complessiva del Giro d'Italia 2026, il cui arrivo finale sarà a Roma, sembra puntare deliberatamente sulla varietà e sull'imprevedibilità. L'apertura bulgara, con le sue tappe inedite, getterà i corridori in un contesto completamente nuovo fin dai primi chilometri, mentre il ritorno in Calabria dopo anni di assenza riporta l'attenzione su strade che potrebbero riservare sorprese. La scelta di spingersi così a est per il via, un fatto senza precedenti, dimostra la volontà di esplorare nuovi confini, sia culturali che sportivi. Resta da vedere come i protagonisti, chiamati a misurarsi con questo itinerario eterogeneo, sapranno affrontare un percorso che, tra sterrati balcanici, salite calabre e le asprezze piemontesi per le donne, si preannuncia tanto spettacolare quanto selettivo.




